IL TIFO-REPORT DI ASCOLI-L'AQUILA
30 Ottobre 2000 - letto 534 volte
C'era aria di attesa oggi al Del Duca, ospitando la temibile compagine aquilana, per le sorti del Picchio che aveva cambiato allenatore, modulo di gioco e portava in panchina tre "Berretti" per la nota scarsità di materiale umano a disposizione causa infortuni.
La tifoseria, ultimamente non compatta come solito, doveva riscattarsi dal black out avuto col Messina e doveva anche chiarirsi con se stessa, ritrovare nuovi equilibri e nuove gerarchie interne.
La "vecchia guardia" di SBN, impersonata da alcuni suoi esponenti e coadiuvata da diversi "giovani", ha ripreso possesso della balaustra tornando come negli anni migliori a guidare il tifo e, fatto significativo, per chi vive la Sud, i "seduti" occupavano oggi solo le estremità mentre i partecipanti più attivi si espandevano dalla solita fetta al centro, occupando diversi metri verso l'esterno.
Certo c'è ancora molto da fare, a cominciare dall'organizzazione dei tamburi, oggi assenti, e dal carisma del megafonista iniziale che stentava a coinvolgere la curva nei cori.
Ma la Sud aveva voglia di cantare, ed è bastato un cambio di coordinamento per far esplodere in lunghi cori ritmati con le mani la passione repressa.
Gli aquilani erano circa 700, ed i circa 300 attivi si sono fatti onore fin dall'inizio supportando i propri beniamini fino al goal di Pompei dopo il quale si sono spenti lentamente. I rapporti tra le due tifoserie erano neutri e quindi ci si è ignorati a vicenda finchè un coro aquilano ha provocato la reazione della Sud culminata con i due minuti di insulti dopo il fischio di chiusura e mentre si attendevano i risultati delle altre gare. Gli sfottò sono continuati fuori dallo stadio da parte di una cinquantina di ascolani appostatisi nei pressi della curva nord, tenuti a bada da un cordone di polizia che ha impedito venissero a contatto con gli aquilani che si preparavano a salire sui pulman.
Ma torniamo alla Sud, la brutta figura di domenica scorsa si può dire dimenticata, ancora si può migliorare in quanto solo il secondo tempo è stato all'altezza degli standard a cui ci eravamo abituati, ma due sono i messaggi che si possono estrapolare da oggi.
1) La Sud c'è sempre e quando occorre sa farsi sentire;
2) SBN è ancora vivo, alla faccia di chi gli vuole male, ed è pronto a fare la sua parte.
Non possiamo dire che tutti i problemi siano risolti, ma s'è visto che vengono messi da parte, quando occorre, per amore del Picchio, e questa è un'ottima base di partenza per far "parlare" le parti in causa.
I club organizzati forse perdono pezzi e seguito, ma questo devono ricordarsi i nostri avversari, i panni sporchi ce li laviamo in famiglia e sappiano che verso di loro ci sarà sempre un fronte unico, unito, club e cani sciolti, perchè "noi siamo il Popolo del Picchio" E CI CREDIAMO
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