Il TIFO-Report di ASCOLI - L'Aquila
14 Febbraio 2002 - letto 809 volte Giorno dopo giorno, partita dopo partita, sta assumendo sempre più importanza il "mestiere" di microfonista che l'ottimo Sandro svolge sempre con passione, coordinando i cori, spiegandoli e improvvisando in base agli umori della curva ed alle situazioni contingenti. Anche quando deve richiamare i "soliti" laterali lo fa con garbo mentre quando bisogna fare gli incaxxati...ci pensa Gianni. Oggi abbiamo visto che finché non è arrivato Sandro (ritardo più che giustificato) a partita iniziata da un minuto, la curva esitava, cantando senza coordinazione. Musica cambiata quando Sandro si è impossessato della fonica (oggi cambiata da 4 a 2 altoparlanti, medesima potenza ma spostati più lateralmente e un pò più alti), la Sud ha cominciato veramente a scaldarsi con il suo solito repertorio, un "canterò per te" tenuto per 4-5 minuti, alternando solo voce con battimani ritmici. E questo si è ripetuto per gli altri cori, inaugurando un controcanto in occasione del "alè ale Picchio alè" che, "istituzionalizzato", potrà solo essere di un effetto stupendo(lavorateci ragazzi, era veramente bello). La tifoseria ascolana si sta sempre più specializzando nei cori lunghi con variazioni sul tema, usando le mani o alzando sciarpe e bandiere su indicazioni di Sandro, che sta finalmente ottenendo l'omogeneità e compattezza che si aspettava. Veramente la Sud, per tutto il primo tempo, è stata magnifica, l'indicatore è sempre il solito.....non riesci a parlare con chi ti è a fianco. E se anche i laterali stentano a cantare (però battono le mani, almeno quello) non ci sono tanti problemi visto che ci pensano i distinti ed il lato Est. E' forse un pò strano vedere migliaia di persone "pendere" dalle labbra di un solo uomo, attendendo i suoi segnali e leggendo il labiale per non sbagliare tempo. Però, se pensate a ciò che significa questo, vi rendete conto anche della positività della cosa e delle potenzialità insite. Gli aquilani erano circa 150 con diverse bandiere e striscioni, una macchia di colore nella nord, inascoltati per tutto il primo tempo, parzialmente uditi nel secondo e poi solo alla fine, quando la maggior parte del pubblico era uscita, per lo sterile scambio di insutli tra tifosi di entrambe le parti. La curva ascolana, nel secondo tempo, ha forse un pò risentito del calo di voce. Non è riuscita a mantenere i livelli del primo tempo fino al 25mo quando Sandro (si, sempre lui. ma così è se vi piace) ci ha incitati all'ultimo sforzo. E la Sud ha risposto pronta ed entusiasta, alzando sciarpe e bandiere, senza smettere di cantare, tanto da attirare l'attenzione dei vari fotografi che si sono affrettati ad immortalare quello che, da lì sotto, deve essere stato un grande spettacolo (lo vedremo sui giornali). Un parziale bilancio della Sud si può ora trarre prima del rush finale che ci attende. La maturità acquisita ha fatto comprendere il messaggio "in curva si canta", sempre meno sono i criticoni e sempre più quelli che escono senza voce. La "disciplina" ha temprato e sta ancora temprando un tutto unico che può e deve essere il 12mo uomo in campo, sempre meno fatica devono fare Sandro e Gianni per farci cantare ed ora possono utilizzare meglio le energie per la qualità dei cori e l'aspetto coreografico. Siamo solo 4-5000, ma ci facciamo sentire per ripristinare la "legge del Del Duca", validamente aiutati anche dagli altri settori. In definitiva, oggi più che ieri, uscendo dalla curva possiamo affermare con orgoglio "IO SONO ASCOLANO" (intendendo tutti i tifosi del Picchio anche di fuori città). La prova del nove la vedremo a breve, quando incontreremo in trasferta Avellino e Taranto, due tra le tifoserie più quotate del girone........ e non credo che faremo una brutta figura. Fonte: da tifonet.it Notizie correlate Ascoli
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