IL TIFO-REPORT DI ASCOLI-GIULIANOVA
31 Gennaio 2001 - letto 649 volte
Ennesima coreografia ben congegnata e ben riuscita per la curva nell'incontro "quasi"derby" con il Giulianova.
Il centro della Sud si tingeva, a spicchi, del tricolore nel mentre i lati erano in bianco e nero. Sulla balaustra spiccava, centrale, lo striscione del Settembre Bianco Nero e sotto la curva, tra i fumogeni, quattro grandi bandiere sventolavano.
Questo hanno visto le squadre al loro ingresso in campo e la tifoseria giuliese, composta da circa quattrocento persone con tre striscioni tra cui uno, grande, bello nella sua semplicità. Riportava la scritta ULTRAS in giallo su campo rosso (i colori del giulianova).
Descrivere la tifoseria bianconera di oggi vorrebbe dire ripetere quanto già scritto in altre occasioni giacché ci si è assestati su uno standard alto che difficilmente si può migliorare, sicuramente degno di palcoscenici ben più importanti della serie C.
Una tifoseria che ha raggiunto una maturità non indifferente, contrassegnata dal "fronte unico" che forma insieme alla squadra quando occorre. Indicativo il coro per Passiatore subito dopo che aveva sbagliato il rigore.
Coro ripetuto quando questi è stato sostituito e che voleva dire "non importa, ti vogliamo bene, saremo sempre con te".
Maturità che si manifesta anche al di fuori dello stadio quando, come oggi, s'è preferito festeggiare la vittoria anziché cercare uno sterile scontro con i giuliesi che non avevano poi rotto tanto le scatole.
Intendiamoci, e si è visto in altre occasioni, quando serve non ci si è tirati indietro e proprio qui sta il segreto: "quando serve".
Oggi non serviva e, nei festeggiamenti, si pensava già alla trasferta di domenica dai nostri amici Vissini, l'unica tifoseria con cui, ormai da 10 anni, c'è un sincero e cordiale gemellaggio.
Ma descriviamo almeno un poco i 90 minuti. Contrariamente alle domeniche passate, non è che ci fosse tanta voglia di cantare, o forse tanti che assiepavano la curva erano tornati dopo tanto tempo (circa 7000 i presenti, 400 gli ospiti)e non vi erano più abituati.
Fatto sta che i cori hanno in parte stentato a decollare nonostante l'ennesimo, encomiabile, lavoro di Sandro con la fonica. Ma si è supplito con le mani e con i movimenti.
Con le mani perchè si è vista la curva intera, anche quelli dei lati estremi solitamente seduti, in piedi per fare il classico treno. Movimento perchè spesso ci si agitava, a file alterne, prima a destra e poi a sinistra.
E poi i salti, classici anche loro, che hanno coinvolto anche distinti e tribune.
Ecco, un cenno a parte meritano proprio gli altri settori, oramai distinti dalla curva solo per la posizione. Oggi saltavano e cantavano tutti, dal lato est ai bambini in tribuna coperta, dai distinti ai signori un pò avanti negli anni in tribuna centrale. Praticamente da qualche domenica si assiste alla Sud che dà il via ed il resto dello stadio che la segue.
Ma anche i "tiepidi" hanno preso a cantare al goal di Frati e tutti insieme si è volati, trepidando, verso i minuti finali quando si poteva segnare ancora ma, e si temeva, anche essere raggiunti come altre volte era successo. Ma non oggi ed così abbiamo assistito alla oramai tradizionale corsa dei giocatori verso la Sud, tenendosi per mano, per festeggiare insieme ai tifosi e saltare con loro al solito coro (magari ci porta bene) "chi non salta è.......".
Da annotare un ultimo coro per il nostro tecnico Simonelli e poi tutti a casa, prendendo accordi per la trasferta di Pesaro e tendendo le orecchie per ascoltare i risultati delle altre gare.
Possiamo riassumere questa giornata in un motto: UNITI SI VINCE.
Ed il Picchio torna a volare alto.
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