Il Pm accusa:"Arbitri Hanno Spinto il Messina In A".
13 Luglio 2004 - letto 1582 volte Calcioscommesse, indagati Gabriele e Palanca: "Favorivano il Messina" NAPOLI - Due arbitri di serie A (Gabriele e Palanca), nove calciatori e tre dirigenti di società di tutt'Italia sono tra i destinatari di 14 nuove informazioni di garanzia emesse dalla Procura della Repubblica di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse avviata nel maggio scorso. Perquisizioni sono state effettuate la scorsa notte dagli agenti della Dia (Direzione investigativa antimafia di Napoli) su disposizione dei pm titolari dell'inchiesta, Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice. Oltre agli arbitri Luca Palanca e Marco Gabriele, risultano indagati dalla procura della Repubblica di Napoli i dirigenti Romano Amadei e Doriano Tosi del Modena e Nicola Salerno del Cagliari, nonchè i calciatori Alberto Nocerino, Maurizio Caccavale, Giuseppe Alessi, Luca Gentili, Gianluca Luppi, Salvatore Aronica, Ivano Pastore, Pasquale Lo Giudice e Luis Landini. Lo scorso 10 maggio erano state inviate già 13 informazioni di garanzia a calciatori e personaggi sospettati di rapporti con la camorra. Inoltre, vennero compiute perquisizioni in 12 società di seria A, B e C. Allora, tra le squadra più note coinvolte furono Siena, Reggina, Lecce e Chievo Verona. Tra i giocatori Nicola Ventola, Roberto D'Aversa e Generoso Rossi, tutti del Siena. Sospensione in via cautelativa e da ogni attività per Marco Gabriele Luca Palanca. E' il provvedimento preso dal presidente dell'Aia Tullio Lanese nei confronti dei due arbitri della Can che hanno ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta della magistratura napoletana sul calcio scommesse. «Abbiamo la massima fiducia nel lavoro della magistratura e dell'Ufficio Indagini della Figc - afferma Lanese in una nota - e ci auguriamo che i tempi dell' inchiesta siano molto rapidi. In questi caso lo stop preventivo degli associati è previsto dalle nostre norme, ma voglio ricordare che gli avvisi di garanzia non sono delle sentenze. Solo prove certe possono dimostrare eventuali responsabilità degli indagati e perciò restiamo in attesa delle conclusioni dell'inchiesta». La nota ricorda poi il contenuto dell'art. 10 del Regolamento dell'Associazione italiana arbitri, che specifica le competenze del presidente. Alla lettera G si legge: «emette il provvedimento di sospensione cautelare a tempo indeterminato nei confronti degli associati sottoposti a indagine per delitti dolosi ritenuti insindacabilmente ostativi alla prosecuzione dell'attività associativa e tecnica...». Il coinvolgimento dei due arbitri, Gabriele e Palanca, nella nuova tranche dell'inchiesta sul calcio scommesse della Procura di Napoli condotta dai pm Beatrice e Narducci deriverebbe, secondo intercettazioni telefoniche e dichiarazioni fornite nel corso di interrogatori, da una loro attività «tesa a favorire il Messina Calcio». Più volte, in telefonate tra indagati alla ricerca di partite sicure sulle quali scommettere, ad esempio, è stata data per sicura la vittoria del Messina nel corso dell'incontro dell'ultimo campionato con il Venezia, arbitrato da Palanca. Il match ebbe sviluppi drammatici nel finale con l'espulsione di tre giocatori del Venezia dopo che si era generata una vera e propria rissa in campo ed era stato allontanato il tecnico del Venezia, Gregucci. Il Messina, dopo aver rimontato la rete di svantaggio subita nel primo tempo, era passato in vantaggio con un calcio di rigore concesso al 36' del secondo tempo. Il 5 giugno scorso la polizia giudiziaria ha ascoltato, quale persona informata dei fatti l'amministratore delegato del Venezia Calcio, Francesco Dal Cin, che peraltro era stato già sentito dall'ufficio indagini della Figc. Dal Cin aveva espresso «l'opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che la società calcio del Messina sia stata in diverse occasioni agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta 'combriccola romana'». Di essa, secondo Dal Cin, farebbe parte Gabriele e un altro arbitro, non coinvolto nell'inchiesta, a loro volta ritenuti legati alla Gea, la società riconducibile alla famiglia Moggi. Sempre Dal Cin aggiungeva che il direttore sportivo del Messina, Mariano Fabiani, sarebbe stato consigliato al presidente della società siciliana da Luciano Moggi. Dal Cin, infine, sosteneva che lo stesso allenatore del Venezia, Gregucci, aveva manifestato timori per l'esito dell'incontro avendo appreso da un suo amico che il Venezia «avrebbe avuto problemi». Lo stesso Gregucci era stato ascoltato dalla polizia giudiziaria confermando le sue perplessità sulla designazione di Palanca, anche se spiegava che ciò derivava dal fatto che riteneva quell'arbitro «non dotato di una spiccata capacita». Palanca, si ricorda nel decreto di perquisizione firmato dai pm Beatrice e Narducci, quest'anno ha arbitrato altre due partite disputate dal Messina, anch'esse seguite da accese polemiche sull'arbitraggio giudicato sempre favorevole alla squadra siciliana. Si tratta di Messina-Napoli, giocata il 12 settembre 2003 e terminata 1-1 con la concessione di un calcio di rigore al 43' del secondo tempo a favore dei siciliani e di Treviso-Messina, giocata il 30 novembre 2003 e terminata 1-2. I fatti, considerati «senz'altro anomali», verificatisi nel corso di quell'incontro, oltre al contenuto delle dichiarazioni raccolte costituiscono, per la Procura, un valido riscontro alle conversazioni telefoniche. Il riferimento a Marco Gabriele è relativo, sempre nel corso di telefonate tra alcuni indagati della prima tranche (il calciatore del Grosseto, Salvatore Ambrosino, il giocatore Nocerino e l'organizzatore di scommesse sportive Luigi Saracino), in particolare alla partita tra Messina e Treviso dell'1 maggio 2004 e finita 3-1 per la squadra siciliana. Venivano consigliate scommesse su quella gara. Due degli indagati parlavano di Gabriele come del «ciociaro». L'arbitro, residente in provincia di Frosinone, nel corso del campionato 2003/2004, ha arbitrato la squadra siciliana in altre occasioni con due vittorie e un pareggio per il Messina. Per la Procura emergono ulteriori elementi «a conferma dell'esistenza di preordinate e non occasionali situazioni di favoritismi arbitrali a vantaggio del Messina, come era già emerso in precedenza». Gli indizi a carico di Gabriele e Palanca vengono ritenuti «particolarmente affidabili in quanto provenienti da tesserati del Messina». 12 Luglio 2004 Fonte: Lasicilia.it Notizie correlate Messina
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