IL MALINTESO STILE JUVENTUS
26 Ottobre 2006 - letto 1896 volte
Il giudice Piero Sandulli, ex Presidente della Corte Federale, recentemente intervistato, ha confermato senza mezzi termini lincolpabilità giuridica della Juventus, ossia linesistenza a suo carico di prove dillecito sportivo.
Lex procuratore federale De Biase, il cui parere autorevole ha sempre riscosso la più generale considerazione, ha detto e ri-detto ai quattro venti che la Juventus è rimasta vittima di un imbroglio giuridico senza precedenti. Infatti, secondo lui, sulla scorta di quanto emerso, avrebbe al massimo meritato un paio di punti di penalizzazione e una pesante multa. Nulla più.
Allingiustizia - ribadiamo noi - di una gravissima pena inflitta senza prove e, perciò, ad onta di qualunque parodia di diritto, sè aggiunta lingiustizia non meno stridente di quegli scudetti sottratti con linvenzione di un farsesco illecito strutturale e, come se non bastasse, la vigliaccata, riconosciuta inopportuna perfino da Sandulli, di regalare, chissà perché?, lultimo campionato alla squadra meno meritevole.
Eppure, anche di fronte a così significative e perduranti testimonianze, qualcuno di noi - suggestionato dallo strano meaculpismo della società - ha il coraggio di sostenere che, in fondo (in fondo a che cosa?), la serie B e il furto di scudetti da noi sudati e stravinti sul campo ci va bene.
Non si tratta di continuare a piangerci addosso, cari amici, ma semplicemente del dovere di batterci affinché la verità sia ristabilita e riscritta nei nostri annali sportivi.
Qualcuno dei nostri milioni di tifosi, invocando un malinteso stile Juve, invita a gettarsi dietro le spalle i torti del passato e a guardare avanti sportivamente, come se niente fosse.
Trattandosi di qualcosa di più di piccoli torti sportivi, non sono daccordo con questi amici.
Calare le brache e mettersi a pecoroni sarà una prassi diffusa e magari politicamente corretta, ma non ha nulla di stiloso, né tanto meno di sportivo.
Lo stile Juventus è fatto dinnata educazione, civiltà, fair-play e signorile disprezzo di ogni vittimismo, ma anche di difesa intransigente dei diritti propri e dei tifosi. Lo stile Juventus non è certo fatto di amnesie, desistenze e resa passiva e senza condizioni a prepotenze e ingiustizie, né tanto meno è impastato dellipocrisia retorica e fasulla per cui la sconfitta ci renderebbe simpatici.
Non cè stile che tenga, la tolleranza delle infamie contro il nostro onore è dominio dei retori, deglimpotenti, deglindifferenti e dei vinti.
Chi punterebbe un soldo sul futuro di un popolo - e quello di quattordici milioni di amici di fede sportiva ha i titoli per esserlo - immemore, privo di tensione civile, di reazione e di memoria storica, anzi pronto a rimuovere il proprio passato, da altri reso surrettiziamente problematico e sospetto, tutto preso dal desiderio di un consolatorio ritorno alla normalità?