IL FALLIMENTO DELLA FC MESSINA: LA RETE PIÙ ATTESA DALLE CURVE
28 Novembre 2008 - letto 2248 volte Se fossimo il megafono degli ultras dello Stretto dovremmo scrivere che il Tribunale che ha dichiarato il fallimento della Fc Messina ha di fatto segnato la rete più attesa dalle curve. Uno di quei gol che nessuno si aspetta perchè convinti che la partita tra FC Messina e Procura finirà inevitabilmente 0 a 0 e che invece farà discutere a lungo innocentisti e colpevolisti, franziani e irriducibili - che da queste parti non a caso si chiamano Teste fradici - e che più di un nemico dichiarato dei Franza celebrerà a lungo quasi fosse l'ultima prodezza di Kakà o Ronaldinho... Una rete che con molta probabilità manderà a gambe all'aria la società calcistica dei fratelli Franza. La sentenza, siglata dal giudice Cosimo DArrigo, è stata depositata nella tarda mattinata di un giovedì che sarà a lungo ricordato non solo dai massimi dirigenti ma anche dagli appassionati e non delle sorti del calcio a Messina. Alla base del provvedimento, lesposizione debitoria milionaria della società e lincapacità della dirigenza di farvi fronte. Nelle aule di giustizia spesso ci ripetono che esistono i buoni e i meno buoni, il vincitore e il vinto, e se non si ha torto bisogna aver ragione. La sola forma di pareggio possibile, vale a dire l'insufficienza di prove, è stata di fatto abolita perchè la Giustizia è - deve essere - un match senza pietà. Nel caso in specie a chiedere il provvedimento sono stati i piemme della Procura Vito Di Giorgio, Francesca Ciranna, Fabrizio Monaco e Maria Pellegrino. Mesi intensi di lavoro e ricerca in cui hanno spulciato carte, fatture e bollette dell'FC Messina nellambito della tranche dinchiesta relativa al falso in bilancio. Fallimento richiesto in tutta fretta dopo aver visionato gli atti sequestrati lo scorso 15 ottobre e le perizie depositate dai consulenti. D'accordo i tifosi in piazza sono con i giudici, le ola hanno in un certo senso aiutato a dimenticare l'amarezza per la mancata iscrizione della squadra al torneo cadetto: ma cosa c'è di non scritto e dunque non ancora raccontato in questa improvvisa caduta libera dei Franza? Quale dei loro difensori ha svirgolato in prossimità dell'area così da permettere al terminale offensivo della pubblica accusa di andare in rete lancia in resta? E' presto per fare le pagelle dei buoni e dei cattivi. Da queste parti i conti conviene farli all'ultimo minuto. Magari nei secondi di recupero perchè può succedere che i processi, questi riti difficili che semplificano tutto, non riescono più a semplificare nulla, e anzi ingarbugliano e si ingarbugliano per sempre. Nello Stretto può capitare di peggio: chi è palesemente colpevole è libero di gloriarsi di averla comunque sempre fatta franca; chi non ha nulla da temere dalla Legge, finisce in cella perché incorruttibile. Scrivere che oggi i Franza diventano un caso giudiziario ci sembra una provocazione, ma non scriverlo passerebbe per populismo a buon mercato. La classe operaia rivoluzionaria che giudica il Vecchio Potere nelle aule di giustizia scalda da sempre la fantasia letteraria e pure nella addormentata Messina c'è un non so che di eroico e spregevole: si pensi che solo pochi anni addietro al nome dei Franza veniva fatto seguire il superlativo Magnifici. E che il solo dire di essere un loro amico o millantarlo per spacconeria, faceva salire verso la vetta le quotazioni di un "normale" cittadino dello Stretto. Nell'apocalisse di questi nostri giorni gli amici dei Franza che sono sopravvissuti e hanno fatto carriera in un cimitero di eroi, sono comunque rimasti pochi. E certamente non più di casa a Palazzo Piacentini, sede del Tribunale. E tuttavia persino l'apparente buona fede di qualcuno di loro perduto nella storia di Messina è una prova a carico dei Franza. In un universo di messinesità da operetta ormai scardinata, i superpresidenti di ieri, sono i colpevoli di oggi, i superpolitici di ieri sono i mascalzoni di oggi e tifosi incazzati in piazza con le ola, anche i meno credibili, riscrivono la storia economica - finanziaria dello Stretto secondo un copione che ha già conquistato i messinesi. Chiediamoci: possono gli ultras essere credibili? Oggi la gente di Messina vi dirà di sì. Non perchè in grado di provare ciò che dicono, ma perchè raccontano, in modo variopinto e a volte persino ridicolo, quel che molti cittadini nel cuore e nel cervello vogliono sentirsi dire dopo che si è persa la gioia di andare allo stadio. Con Messina divisa in due campi che applaude con passione e fischia con animosità, rimane indecifrabile il viso di una famiglia quella dei Franza che, "teneramente amando i suoi misfatti", incarnerà per sempre la confusione di innocenza e colpevolezza del fare calcio creativo in Sicilia. Fonte: imgpress.it Notizie correlate Messina
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