Il derby romagnolo Cesena-Ravenna
15 Febbraio 1999 - letto 2707 volte
10.000 spettatori circa al "Manuzzi" di Cesena per il derby romagnolo tra il Cesena e il Ravenna. Sul campo vincono i padroni si casa per 4-2, un successo netto e meritato che consente alla squadra di Cavasin di proseguire la sua impetuosa marcia-salvezza: ambizioni di A ridimensionate invece per lo spavaldo Ravenna di Santarini.
Nessun incidente di rilievo tra le due opposte fazioni. Presenti in curva Ferrovia circa 1.500 tifosi ospiti, colorati da baschetti rossi. In prima linea, ovviamente, i trainanti Ultras Ravenna 1994, affiancati da Porky's Group, Boys e dal giovane gruppo Viking. Quest'ultimo ha confermato la sua caratterizzazione politica destroide, una vera novità per la curva ravennate tradizionalmente orientata a sinistra. All'ingresso in campo sono stati lanciati dei rotoli di carta giallorossa e il tifo è andato piuttosto bene nel primo tempo. Poi, col risultato che andava via via compromettendosi, l'incitamento è gradualmente calato, fino a sparire del tutto nell'ultima mezz'ora.
I cesenati hanno acceso alcune torce a inizio gara e hanno inscenato una coreografia ironica utilizzando due striscioni rubati ai "nemici" ravennati alcuni anni fa: "Armata", sottratto durante un raid notturno, e "Fossa" scippato nel corso di scontri. I due vessilli sono stati esposti accompagnati dalla scritta "Di giorno o di notte a Ravenna è sempre una passeggiata". I fans ospiti hanno accusato il colpo. L'incitamento alla squadra delle WSB? Scarsino nel primo tempo, poi dirompente nella ripresa con cori seguiti da tutto lo stadio.
Due tifoserie, nel complesso, diverse nelle origini (quasi ventennale la storia ultras di Cesena, giovanissime le origini del movimento a Ravenna, almeno a un certo livello) ma che necessitano entrambe di un salto di qualità: numerico i ravennati, organizzativo i cesenati.