I segreti della Napoli Soccer
03 Novembre 2004 - letto 2278 volte di Andrea Cinquegrani Napoli Soccer, la società dei misteri. Un piccolo capitale sociale, appena 120 mila euro, detenuti al 90 per cento da una fiduciaria del calibro di Romafides, emanazione diretta del gruppo Capitalia. Le briciole, 12 mila euro, fanno capo direttamente ad Aurelio De Laurentis e alla consorte, la francese Jacqueline Baudit. Come mai è scesa in campo la creatura di Cesare Geronzi, già balzata alle cronache per essere fra i protagonisti nel variopinto azionariato di Gea? MOGGI & GEA Facciamo un piccolo passo indietro e vediamo di che si tratta. Gea, in pratica, controlla una grossa fetta del mondo pallonaro, gestendo i cartellini di un centinaio di pezzi pregiati del mercato calciatori, controllando un bel po' di allenatori, sotto l'ala protettiva dell'inossidabile Luciano Moggi, direttore generale della Juve. A possedere le azioni Gea sono Riccardo Calleri, rampollo dell'ex presidente di Lazio e Torino, col 10 per cento delle azioni, mentre il restante 90 per cento è suddiviso in parti uguali fra due sigle, Football management e General Athletic. La prima capitanata da Alessandro Moggi, figlio di Luciano e sul punto di assumere le redini del Napoli (poi il testimone è stato affidato a Pierpaolo Marino, braccio destro del patron dell'Udinese Pozzo, che voleva dar la scalata proprio al team partenopeo). La seconda fa invece capo ad altri tre rampolli eccellenti: Andrea Cagnotti, figlio dell'ex timoniere della Lazio, Francesca Tanzi, al vertice delle sforacchiate sigle turistiche del gruppo Parmalat, Chiara Geronzi, volto del Tg5 e prediletta di Cesare. Ognuno dei tre detiene il 20 per cento delle azioni di General Athletic, ma il rimanente 40 per cento - fino a qualche mese fa - è stato controllata da Romafides. Per mesi e mesi, tra Roma e Milano, si sono rincorse voci su voci: chi sarà mai il socio occulto di Gea protetto dietro lo schermo della fiduciaria capitolina? MISTERO FILMAURO Torniamo al Napoli Soccer e ai suoi misteri. La platea azionaria è subito sintetizzabile: De Laurentis ha appena 9 mila euro (meno di 18 milioni in vecchie lire) in dote, la moglie transalpina Jacqueline 3 mila euro, mentre la quasi totalità delle quote è targata Filmauro, una delle sigle di punta nel vasto arcipelago cinematografico, e non solo, del neo padrone della squadra partenopea. A chi fa capo Filmauro, che ha un carburante in dote da 936 mila euro? Al solito, gli spiccioli restano in famiglia, con 93 mila euro intestati alla dinamica Baudit (che a sua volta è fra gli azionisti dell'Editoriale Messaggero Veneto e delle Venete Industrie Tipografiche). Il malloppo, 842 mila euro, è targato, appunto, Romafides - Fiduciaria e Servizi spa, sede a Roma, nel centralissimo corso Vittorio Emanuele, presidente Aldo Confessore, amministratore delegato Francesco Bartocci, massa fiduciaria amministrata pari alla bellezza di 945.000.000,00 di euro. Non poco, anche per una 'figlia' di Capitalia. Un vero e proprio crocevia di partecipazioni, quello messo su da Filmauro. La società, infatti, possiede consistenti pacchetti azionari in una sfilza di sigle: da quelle, evidentemente, cinematografiche (Radio Filmusica, Adel Productions, Cineparco, Cineservices, Cinecittà Studios, Esercizio Schermi Italiani, Società Udinese Teatri e Cinematografi, Cinema Europa), ad altre dei tipi più vari (Auro Servizi, Inve-Fin, Dinamica, Olimpia 80 Immobiliare, Theatres Management, Trastevere Immobiliare e Gestioni, Auro Calcio 2000). E proprio quest'ultima, Auro Calcio 2000, era entrata in scena, quattro anni fa, proprio per cercare di dare la scalata al Napoli. De Laurentis, allora, organizzò un incontro con i giornalisti e gli addetti ai lavori al Circolo della stampa, per annunziare il grande evento che, dopo pochi giorni, si trasformò in un clamoroso flop. "Per questo stavolta - osservano alcuni operatori romani - il produttore si è mosso in maniera ben diversa. Allora era partito da solo, stavolta ha pensato di coprirsi le spalle. E bene". E infatti, Auro Calcio 2000, spa da 1 miliardo di vecchie lire, nasce a ottobre 1999. I soci? Presto detto, anche stavolta: 10 per cento di quote intestate De Laurentis, con il 90 per cento riconducibile alla solita, ubiqua Filmauro. "C'è solo da sperare - viene aggiunto - che lo 'sfizio' del pallone non gli passi presto, come è avvenuto con il bingo. Per Napoli sarebbe l'ennesimo disastro". Ma cosa c'entra il bingo? "Anche lui si era buttato a capofitto - è il commento - come parecchi altri in quello che sembrava essere l'affare del secolo. Che invece si è rivelato un buco nell'acqua". BINGO FLOP Un anno fa, proprio De Laurentis aveva pensato bene di investire in quel settore che - auspici l'ex ministro Enzo Scotti e il dalemiano doc Luciano Consoli - pareva destinato a sbancare fra gli italiani, con un pullulare di sale e sale per i nostri scommettitori. A ottobre 2003 spunta Europa Bingo, voluta da De Laurentis in persona, il quale, non soddisfatto, mette in campo qualche mese dopo, a marzo di quest'anno Auro Bingo. Un autentico flop. Ora entrambe le società sono in liquidazione. "Piccole sigle, da 5 o 10 mila euro - si commenta ancora - non ci ha perso poi chissà cosa. Preoccupa piuttosto la rapidità nel cambiar rotta e lasciare baracca e burattini". Cosa che potrebbe succedere anche con Napoli Soccer? Gli 'scommettitori' assicurano di no: proprio perché, stavolta, l'operazione sarebbe 'sicura'. Come? Grazie proprio alla protettiva ala di Romafides. Vediamo, allora, quali sono gli scenari possibili. E chi possono essere i 'padrini' dell'operazione Napoli Soccer che ha sbaragliato, in piena calura ferragostana, una folta concorrenza: Luciano Gaucci in primis, che si era già assicurato dalla fallimentare il titolo sportivo, sponsor Paolo Cirino Pomicino; il mattonaro rosso Paolo De Luca, al vertice del Siena calcio; il già citato Pozzo, che comunque - a quanto pare - resta in ottimi rapporti, anche economici, con la Napoli Soccer, via Pierpaolo Marino; più le varie cordate vesuviane, azzurre & codazzi locali. "Il nodo di tutto - viene spiegato in ambienti pallonari romani - sta nell'individuare chi può essere il socio occulto che, tramite lo schermo di Romafides, è in grado di assicurare ossigeno alla società numero uno del gruppo De Laurentis, Filmauro, e di conseguenza offrire una garanzia per l'operazione Napoli Soccer". Operazione non da poco. Ma, a quanto pare, la ricerca dovrebbe essere molto ristretta. Due o al massimo tre le opzioni sul tavolo. Vediamole in rapida carrellata. LE PISTE Una prima strada porta a Roma capoccia, ovvero Capitalia. "C'è un indizio intrigante - notano in ambienti dello spettacolo capitolini - proprio una società di produzioni cinematografiche, Film World, che da un po' a questa parte sta spopolando, con commesse milionarie da parte di grossi gruppi come Telecom, Tim, Pagine Gialle". Chi sono i primattori di Film World? Benedetta Geronzi, sorella di Chiara e figlia di Cesare. Ma c'è un altro partner doc nell'azionariato: Luigi Carraro, figlio di Franco. E poi - assicurano a Roma - "i rapporti con la Lega e la Federazione sono nettamente migliorati, dopo l'arrivo di De Laurentis. Uno che vuol dare la scalata al Palazzo, un po' come ha fatto rapidissimamente il patron della Fiorentina Diego Della Valle, che ora sta già facendo la voce grossa in Lega". L'altra strada porta a Milano, ovvero al cavaliere. Sono noti, infatti, i più che ottimi rapporti tra Silvio Berlusconi e Aurelio De Laurentis, a partire dal campo cinematografico. Come del resto sempre buoni erano state le relazioni tra Fininvest e Medusa con il gruppo Cecchi Gori. "L'ossatura base del Napoli - notano operatori di mercato - è fatta con i gioiellini del Milan Pozzi e Abate. L'ex ala destra del Milan Roberto Donadoni fino all'ultimo è stato in corsa per la panchina, così come Paolo Taveggia per il versante gestionale. A quel punto la cosa sarebbe stata troppo evidente. Hanno preferito qualcosa di più defilato. Comunque il Cavaliere, col solito fiuto, ha capito che Napoli è una grande piazza da sfruttare. E si sa, le operazioni sportive finiscono per diventare sempre politiche". E con le elezioni che si avvicinano...Una soluzione, comunque, potrebbe non escludere l'altra. Il tutto sotto il vigile, paterno sguardo di Lucianone Moggi. Il sempreverde re di tutti i mercati. Fonte: lavocedellacampania.it Notizie correlate Napoli
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