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i gruppi di catanzaro:i migliori visti a torino e a bari;grandi anche a verona
12 Febbraio 2005 - letto 4327 volte
A Torino:
Giornata molto attesa in casa granata: gli Ultras festeggiano il loro compleanno e per l’occasione, fuori dallo stadio, non manca nemmeno la torta…
Per festeggiare al meglio i 35 anni (1969-2004) viene organizzata una coreografia di bell'effetto… ed alla fine la ciliegina sulla torta, o meglio il regalo della squadra: un netto il 3 a 0 del Toro in campo. Partita molto attesa anche da parte dei calabresi, che mancavano infatti da Torino da circa 15 anni.
Sono ben 400 quelli arrivati in treno direttamente dalla Calabria, a quali vanno aggiunti un altro centinaio di ultras che hanno optato per il viaggio con l’aereo.
Nel settore ospite del Delle Alpi in tutto saranno 3000 I sostenitori delle aquile, ed il loro primo tempo è semplicemente mostruoso: cori continui e secchi, atipici per una tifoseria meridionale, che a volte sono veri e propri boati Calano un po’ nella ripresa, ma restano comunque sempre su ottimi livelli. Sicuramente posso dire di aver visto la miglior tifoseria al Delle Alpi degli ultimi anni.
Complimenti davvero!
Testo e foto di Alberto Cena
Articolo tratto da “Sport People N’ 39/2004”
A Verona:Inizio gara ampiamente a favore degli ospiti, che alzano le loro bandierine destando più consensi che non le torce sparse in casa gialloblù. Il primo tempo lo comincio sotto la curva nord: i catanzaresi dosano e mescolano bene mani-voce-tamburo, mentre il tifo scaligero arriva nitido ma poco energico. Solo due-tre cori sembrano avere quell’antica forza che caratterizzava i boati di qualche anno fa.
A metà tempo inverto i campi, più per la curiosità di vedere meglio come sono messi ‘sti veronesi che per la noia di avere i ritmi giallorossi nei timpani. Ho la conferma che, almeno quest’oggi, la Sud del Bentegodi segni il passo:
benché gremita, da sotto la curva gialloblù sento gli ospiti quanto sentivo i padroni di casa da sotto la nord.
I ragazzi della ringhiera cercano di svegliare i butei ma i due “VE-RO-NA” visti da vicino fanno più tenerezza che paura, e dalle mani che si alzano per scrosciare l’applauso finale si capisce che a cantare saranno al più 150 persone. In compenso gli scaligeri non mancano di ribadire ancora una volta qual sia il sogno che hanno nel cuore, a proposito dell’italico meridione…
Qualcosa cambia sul finire di tempo, quando il Verona segna e raddoppia nel giro di pochissimi minuti. Per primo tocca a Waigo che, dopo il pogo e l’esultanza della Sud, si becca gli ululati razzisti dei suoi simpatici tifosi. Dopo la seconda marcatura la Sud vive i momenti migliori (ci sta anche una sciarpata), seguita anche da ampi settori dello stadio.
Non manca un coro ironico rivolto all’ex e mai troppo amato mister Cagni: “Gigi Cagni portaci in Europa” fa il giro dello stadio, ma l’euforia si interrompe al duplice fischio dell’arbitro e non caratterizzerà di certo la ripresa.
Secondo tempo caratterizzato da un’ulteriore coreografia catanzarese basata su uno strano mix di stile italico e anglofono. Oltre nel colore gli ospiti si confermano pimpanti anche nel calore: riprendono subito a cantare, si attizzano dopo un quasi-goal verso il quardo d’ora e poi qualcuno si diverte a cavarsi giubbo e maglia.
Coincidenza vuole che il Catanzaro accorci le distanze, cosicché alla fine saranno in una dozzina ad esporre le proprie “panze da birra” ai rigori del freddo.
Ma la loro speranza dura poco perché Bogdani mette a segno un terzo goal per il Verona e la speranza del pari torna a farsi chimera. Non cambiano peraltro gli assetti del tifo, perché fino a quasi all’80° il volume canoro degli scaligeri resterà di poca cosa, al punto che non esito a definire mediocre la loro prestazione.
Proprio mentre gli ospiti si esibiscono nel loro “You’ll never walk alone”, abbandono lo stadio: mi perdo gli ultimi dieci minuti, ma ho la presunzione di immaginare come siano andati…

Testo di Lele Viganò
A Bari:
Sono giunti in Puglia in ottimo numero, quasi 700 persone, con l’unico fine di sostenere la propria squadra in un momento di crisi di risultati.
Ad inizio partita hanno esposto lo striscione “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI” e tutto faceva presagire che avrei dovuto assistere ad una contestazione silenziosa nei confronti della squadra e del tecnico per le ultime prestazioni negative. Invece, trascorsi solo dieci minuti dal fischio d’inizio, tre fortissimi boati provocati da altrettanti petardi hanno dato inizio alla festa giallorossa:
un tripudio di bandiere e stendardi, torce e colori, canti e battimani, tutto quanto ben sintetizzato dallo striscione, tenuto alzato per diversi minuti, con la frase
“IL GRIDO DELLE VERE AQUILE”.
Senza dubbio i catanzaresi sono stati la miglior tifoseria che ho visto fino a questo momento a Bari: compatti come tifo, cori sostenuti e moto forti, collaborazione di tutti quanti ed uno sventolio continuo di bandiere giallorosse che ha creato un colpo d’occhio veramente incredibile. Con diversi i cori hanno ribadito la loro leadership in Calabria , ed un altro, incessante e dal ritmo travolgente, ripeteva la parola “AQUILE”.
Le foto in queste pagine possono solamente dare un’idea di quello che hanno potuto combinare le AQUILE al seguito del Catanzaro: spiccano le bandierine a scacchi giallorosse in quasi tutte le foto, non troppo grandi ma in un numero tale da coprire tutto il settore ospite e dare, assieme agli stendardi, una compattezza di colori notevole. Anche se alcuni stendardi riportavano delle sigle estremamente politicizzate, così come alcuni vessilli, durante tutta la partita i cori sono stati unicamente indirizzati alla squadra, senza uscite di campo che sconfinassero nell’argomento politico.
Da citare inoltre la splendida la sciarpata del secondo tempo che colora l’intero settore ospiti.
In casa Bari, invece, si aspetta la prima partita del girone di ritorno per vedere, dopo l’ottima prestazione di Empoli, tanto positiva quanto sfortunata, quale sarà il cammino dei galletti di Puglia. La nord si presenta con qualche buco qua e la ma l’incitamento è quello dei giorni migliori: stendardi e bandiere sempre in primo piano e, questa volta, la competizione con avversari che daranno più filo da torcere sul piano dei cori.
Nel secondo tempo viene esposto uno striscione che inquadra il pensiero degli ULTRAS BARI sul possibile futuro del mondo del calcio: “LA TELEVISIONE FA LA DIFFERENZA, STADI VUOTI LA VOSTRA RISPOSTA ALLA VIOLENZA”.
Sempre più Pay-Tv, sempre meno gente allo stadio e movimento ultras in ginocchio: contro questo calcio che limita la passione ed il vivere ultras si stanno muovendo i gruppi organizzati in Italia e gli Ultras Bari non rimangono di certo a guardare. Molto bella anche la loro scarpata, che quando viene seguita da tutti i primi tre spicchi centrali regala uno spettacolo veramente sopra le righe. La partita regala diverse emozioni e vede un Bari che, andato sotto di un gol ma in superiorità numerica, cerca di ribaltare il risultato. Santoruvo pareggia, la nord spinge i propri ragazzi come non mai: in alcuni tratti è tutto lo stadio che canta ed è in questi frangenti che si riesce a soffocare i sempre vivi cori degli ospiti. Ma alla fine non c’è nulla da fare: finisce 1 ad 1 e forse è meglio così, per quanto fatto vedere in campo e soprattutto sugli spalti. Entusiasmo al gol del pareggio di Santoruvo.

Testo e foto di Fabio De Pascale (fdp@solobari.it)
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