Hellas Verona, la crisi vista dai tifosi
05 Dicembre 2007 - letto 4985 volte La crisi del Verona vista dalla parte dei tifosi. I diecimila che riempiono le tribune del Bentegodi per vedere la propria squadra del cuore scivolare sempre più in basso. Una storia damore e di sogni. La deriva dellHellas Verona sembra inarrestabile. Sta travolgendo tutti e tutto. Ma non i suoi tifosi. Gli straordinari tifosi scaligeri. Che stanno dando una prova damore che solo il calcio, a volte, è capace di offrire. Sono smarriti. Vedono le maglie, che tanto amano, sprofondare negli inferi della terza serie. Si chiedono come ciò sia potuto succedere. Chi abbia tramato perché accadesse. Non riescono a credere che possa essere stato solo il caso ad affondarle. Intravedono complotti che prendono il posto del destino cinico e baro. Quello che, invece, determina il più delle volte il futuro degli umani. E di tutto quanto essi amano. Sono delusi dal loro presidente. Avevano creduto in Arvedi. Quando il conte si era fatto carico della società, rilevandola dallex patron Pastorello, avevano sperato nel miracolo. La stessa amara retrocessione in serie C1 era stata, alla fine, in qualche modo metabolizzata. In diecimila erano corsi a sottoscrivere gli abbonamenti, confidando in un transito veloce attraverso la terza serie. Oggi si sentono traditi. Le ondivaghe notizie su una cessione societaria che tarda ad arrivare contribuiscono a tenere alta la tensione. Sono arrabbiati con i giocatori. Pensano che non siano degni di indossare le maglie gialloblù. Vorrebbero che al loro posto scendesse in campo la Berretti. Perché, almeno, i giovani ci metterebbero impegno e cuore. Non si capacitano del fatto che si possa indossare, senza la grinta necessaria, la maglia carica di gloria di una squadra che ha vinto anche uno scudetto. Sono indispettiti con Davide Pellegrini. Vedono in lui una specie di complice della deriva in cui viene lentamente trascinata la squadra. Vorrebbero che, in nome del suo passato in maglia scaligera, si facesse da parte. E che lasciasse ancora più solo luomo che è al comando di una barca che fa acqua da tutte le parti. Sono confusi. Non sanno quale sia la strategia migliore da seguire. Abbandonare la squadra al suo destino, disertando il Bentegodi? Contestare la società? Chiedere aiuto? Ma a chi, poi, in un mondo e in un calcio sempre più soffocati dal business a tutti i costi? E così navigano a vista. Anche loro senza un progetto definito. Senza una tattica precisa da seguire. Anzi si. Quella di stare, sempre e comunque, a sostegno delle maglie. Sono ammirevoli. Sanno bene che, ormai, il colore dei soldi prevale su quello delle maglie. Ma sperano che qualcosa possa cambiare. Si illudono che un cavaliere bianco, in arrivo dalla linea dellorizzonte, si faccia infine avanti. E faccia montare sulla sua sella una società, di fatto, in stato pre-comatoso. Un epilogo forse improbabile, ma non per questo improponibile. I tifosi dellHellas sono la prova provata che sognare si può. E si deve. Se a un uomo si tolgono i sogni, gli si toglie anche la vita. Fonte: calciopress.net Notizie correlate Hellas
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