Granata blindati, la Salernitana si allena scortata dalla Digos
05 Maggio 2009 - letto 2157 volte
Coppola aggredito dopo la gara interna col Livorno, i tifosi portano la contestazione, pacifica, all'allenamento
Attesa, annunciata, puntuale è arrivata la contestazione della tifoseria granata all'indirizzo della Salernitana. Urla, improperi, fischi e schiamazzi hanno accompagnato la ripresa della preparazione della squadra di Brini ieri pomeriggio al Volpe. Ma in mattinata, sul campo della periferia di Salerno, cera soltanto Carmine Coppola ad allenarsi. Ufficialmente per impegni familiari. Molto più probabilmente per evitargli il confronto diretto con i tifosi. Dopo che il centrocampista, sabato sera al termine della gara interna con il Livorno persa per 2-0, è stato vittima di un tentativo di aggressione. Il giocatore ha presentato una denuncia ai carabinieri sostenendo di essere stato inseguito da unautovettura con a bordo alcune persone che, dopo averlo avvicinato, hanno cominciato a insultarlo tentando di bloccarne la marcia per aggredirlo. Labilità alla guida di Coppola avrebbe permesso di evitare il peggio.
La contestazione pacifica di ieri mattina, invece, era più che prevista: il tam tam aveva fatto il giro dei ritrovi raggiungendo anche gli angoli più nascosti del tifo granata. E così nessuno si è sorpreso, soprattutto i calciatori, quando, al loro arrivo al campo Volpe, hanno trovato circa 200 tifosi esasperati e vocianti. Fischi per tutti ad eccezione del peruviano Merino sul quale si poggiano le residue speranze di salvezza. Troppo forte, cocente la delusione per la sconfitta subita sabato all'Arechi contro il Livorno che ha determinato un ulteriore balzo all'indietro (ora la Salernitana è terz'ultima) per non immaginare scenari piuttosto agitati. Blindata, protetta dagli uomini della Digos, la squadra si è allenata tenendosi a distanza di sicurezza dalle recinzioni dietro le quali si accalcavano decine di inviperiti tifosi. Solo dopo un faccia a faccia - a distanza di sicurezza - tra giocatori e tifosi, Brini ha potuto cominciare il lavoro. Impossibile farlo prima nonostante i ripetuti appelli alla calma e alla ragione.
«Ragazzi state calmi, fateci lavorare, se fate così è peggio, impaurite il gruppo e sono dolori. Per cortesia», aveva più volte ripetuto il trainer di Porto SantElpidio anche lui nel mirino della contestazione dopo l'esclusione di Merino dall'undici iniziale schierato contro il Livorno. «Mi rendo conto che la situazione è delicata ma neanche posso rispondere per quello che è successo negli ultimi otto mesi. Per quanto mi riguarda sottolineava il tecnico ribadisco che contro il Livorno abbiamo giocato una buona gara e che il risultato è bugiardo. Ora dobbiamo battere l'Avellino». Battere l'Avellino nel derby che si disputerà sabato all'Arechi è fondamentale. Anche se il club non nasconde un minimo di preoccupazione per le sorti dellArechi sotto diffida e interessato, sabato, da un lancio di bottigliette a fine gara. In giornata saranno resi noti i provvedimenti del giudice sportivo.