Frosinone, quelli che usano le mani?
10 Aprile 2003 - letto 2483 volte LUIGI ALFANO Quattro ultrà del Frosinone (C2 girone C) sono stati arrestati dai carabinieri su disposizione della procura di Nola. I quattro furono protagonisti degli incidenti avvenuti dopo Palmese-Frosinone del 16 febbraio. Negli incidenti rimasero feriti cinque carabinieri. Gli arrestati sono stati individuati nella provincia di Frosinone. Dovranno rispondere di resistenza, violenza e lesioni nonchè del reato previsto dalla legge finalizzata alla repressione di violenze commesse nei luoghi dove si svolgono competizioni sportive e rischiano fino a due anni di reclusione. Gli arrestati quella domenica arrivarono a Palma Campania insieme ad un altro gruppo di ultras. Si portarono dietro, in pullman, da casa, pietre e bulloni. Uno di loro, lanciando proprio un bullone all'indirizzo dei carabinieri ferì il maresciallo Franco Di Gioia, comandante della stazione di Palma Campania. Ieri mattina, dopo lunghe e laboriose indagini, in quattro, tutti giovanissimi, sono stati tratti in arresto. Sono R.D. di anni 25, M.L. di anni 27, V.G. di anni 25 e D'A. A di anni 34, tutti di Frosinone. Per loro, dopo una rapida identificazione nella questura ciociara, la strada degli arresti domiciliari dove attenderanno il processo che si terrà a breve presso il tribunale di Nola. È venuta così, quasi all'improvviso quando sembrava destinata al dimenticatoio, a compimento l'indagine su quella brutta pagina di violenza che animò la domenica di Palmese-Frosinone, finita con una schiacciante vittoria (3-1) degli uomini d Mario Russo e il brusco ridimensionamento della squadra guidata da Massimo Silva di lì a poco condotto all'esonero. Una domenica cominciata subito con un allarme lanciato dagli stessi carabinieri della compagnia di Nola, capitanati dal maggiore Edoardo Gambardella, i quali fermarono all'ora di pranzo al casello autostradale di Nola tre pulman di tifosi provenienti da Frosinone e diretti a Palma Campania. La perquisizione dei torpedoni lasciò subito perplessi i militari. Nei bagagliai c'erano secchi di pietre e bulloni, subito sequestrati. Ne derivò una opportuna manovra precauzionale. I frusinati furono tutti filmati e condotti allo stadio di Palma Campania quando la partita era già iniziata da mezz'ora. Qui, però, a nulla valse ogni azione preventiva. Molti dei 150 tifosi laziali si sottrassero ad altri controlli, portando nell'impianti altre pietre e bulloni. Uno di loro colpì il maresciallo di Gioia, ferendolo alla testa. Il parapiglia finale sembrò un bollettino di guerra: 5 militari feriti, una trentina di tifosi frusinati contusi al termine di una carica che si rese necessaria per portarli via ed evitare un contatto imminente con i tifosi di casa. Da quel giorno il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Nola Ida Teresi ha indagato a fondo, ha esaminato numerosi filmati, confrontandoli con i dati della Questura di Frosinone, identificando il feritore di Di Gioia e con lui altri tre teppisti che rischiano fino a due anni di reclusione. Fonte: il mattino Notizie correlate Frosinone
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