Foto ultras Lecce, parla Francesca Speranza: "Non è una provocazione sportiva"
13 Novembre 2008 - letto 2640 volte Tutto mi sarei immaginiato fuorchè di scatenare questo putiferio. A parlare è Francesca Speranza, autrice della fotografia distrutta domenica sera da due vandali perchè, a lor dire, oltraggiosa dei colori della squdara di calcio barese. La giovane artista, nativa di Latiano, laureata in architettura e diplomata in decorazione, è quasi frastornata dal tam tam mediatico che sta suscitando la sua opera, oggi pomeriggio rimessa al suo posto dopo un intervento dellassessorato comunale alla Cultura. Un'artista a tutto tondo, salita agli onori delle cronache dopo la foto del confine Usa-Messico che ottenne il premio della Fondazione Crt di Torino. Questa volta, invece, è una squallida storia di vandalismo a mettere in luce la sua creazione artistica. Quello scatto alla curva nord del Lecce che ha scatenato l'ira di chi, da quella creazione, si riteneva offeso, tanto da distruggere l'opera a suon di calci. Abbiamo avuto la possibilità d'intervistare la giovane artista brindisina. Dott.ssa Speranza, anzitutto le porto la solidarietà del nostro giornale Mille grazie Stamattina alcuni tifosi del Bari hanno definito la sua foto, nelle parti pubblicabili, una semplice provocazione. E cosi? La mia non voleva essere una provocazione sportiva. Non era mia intenzione. Cè da dire che quando ho pensato allopera che avrei dovuto presentare alla mostra dei giovani artisti pugliesi, non conoscevo neanche la location precisa della galleria. Sono convinta che se fosse stata in un altro posto rispetto alla Sala Murat, ad esempio il Castello Svevo, la mia opera sarebbe stata interpretata come artisticamente ironica, e certamente non sarebbe passata sotto l'occhio di chi ha interpretato male. Ma ci può spiegare quale vuole essere il significato artistico della sua opera? Il mio obiettivo era quello di mostrare come un evento di massa possa consentire la messa a fuoco delle singole individualità. Attraverso le belle cromature presenti in foto, volevo sollecitare locchio del visitatore a focalizzarsi sui volti di quelle persone, che da soli possono raccontare le storie, le abitudini, i costumi di ogni singolo individuo. Per raggiungere questo risultato artistico riteneva fosse necessario fotografare quel gruppo di tifosi del Lecce o il medesimo effetto lo si poteva ottenere con una qualsiasi altra foto di una qualsivoglia tifoseria? Sarebbe stata lidentica cosa. E stata una scelta casuale. Ripeto: volevo, attraverso quello scatto, mettere in evidenza la contrapposizione tra massa e individuo nella società contemporanea. Tornando indietro, alla luce di quanto accaduto, sceglierebbe la stessa foto? Sì, assolutamente. Continuerà ad esporre a Bari? Certo, anche se ora sto partendo per Milano dove parteciperò ad un altra mostra fotografica. E' il mio lavoro. Notizie correlate Lecce
Altre notizie 29 Ottobre 2020 - Cosa significa essere ultras?
Essere ULTRAS significa essere a difesa della città, in ogni Suo aspetto e sfaccettatura.
Essere... 27 Ottobre 2020 - “Avete distrutto la pescaresità...Fuori da questa città”. Recita così uno striscione della tifoseria... 27 Ottobre 2020 - Non è un periodo semplice per la Cavese. Dopo la sconfitta contro il Monopoli per 0-1, alcuni esponenti della tifoseria si sono... 22 Ottobre 2020 - Ancora una volta siamo costretti ad alzare la voce.
Ancora una volta in questa Città è difficile investire o fare sport.... 16 Ottobre 2020 - Curva Nord Ancona comunica che, viste e considerate le nuove normative di accesso allo stadio uscite nell'ultimo decreto, ha deciso di... 15 Ottobre 2020 - Un momento non facile per l'Arezzo, che in campionato non sembra aver ancora trovato la giusta quadra: un solo punto in quattro gare e... 13 Ottobre 2020 - Nonostante la vittoria con il Potenza, alcuni ultras rossoneri hanno manifestato davanti al comune l’attuale società.... |
Stai ascoltando
![]() Onair
|
||||