Follia petardi a Torino
10 Maggio 2010 - letto 6384 volte Tutto è cominciato al 25mo del primo tempo di Juventus-Parma: senza alcun motivo apparente vola una bomba carta dalla curva Nord bianconera verso il settore ospiti del Parma. Da quel momento, si scatena l'inferno: una raffica di proiettili parte in risposta e così anche da parte juventina: 15 in tutto. Mai vista una raffica così intensa allo stadio di Torino, al punto da indurre il capitano gialloblù Morrone a chiedere all'arbitro Romeo di sospendere il match, anche per salvaguardare l'incolumità del portiere Mirante, posizionato sotto la curva in questione. L'arbitro provvede e subito lo speaker dello stadio avverte: se non smettete, partita sospesa. Del Piero tenta un appello, recandosi sotto la Nord, ma le sue parole non vengono neppure ascoltate. Il black out dura sei minuti. Altri due petardi isolati e poi il silenzio. Spiega il capo degli stewart juventini: «Noi non possiamo perquisire, quello tocca alla polizia. Ma nemmeno lei riesce a individuare gli oggetti, perché sono piccoli. I nostri operatori non riescono però nemmeno a vedere chi lancia, perché spesso l'autore si nasconde dietro a un compagno. Ci vorrebbe il metal detector». La Questura, comunque, conferma che le bombe carta (nient'altro che grossi petardi, ma di dimensioni non maggiori di cinque centimetri) le avevano anche i tifosi del Parma, sebbene il lancio sia cominciato prima dalla curva bianconera e comunque il maggior numero di proiettili è arrivato dagli ultras juventini della curva Nord ed in serata ha arrestato un tifoso bianconero. La Juventus tace sull'episodio, ma teme una squalifica del campo da scontare alla prima giornata del prossimo torneo. Oltretutto, è in diffida per gli episodi dei cori razzisti della scorsa e attuale stagione. Tra i giocatori, Chiellini è stato molto duro: «Non esiste che si sia costretti a sospendere una partita per colpa di cento scemi. Noi comunque non siamo ostaggio degli ultras». Del Piero aggiunge: «È molto brutto vedere scene come quella di oggi, soprattutto se si pensa che avvengono in luoghi frequentati dai bambini». Fonte: ilmessaggero.it Notizie correlate Torino
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