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FIORENTINA: TIFOSI SCATENATI
18 Maggio 2000 - letto 476 volte
Gli ultras in pressing su Batistuta
Molotov contro la tv di Cecchi Gori
Cinquanta tifosi hanno trascorso la notte davanti alla casa dell’argentino. Scritte contro il presidente viola attorno allo stadio e sui muri della sede del club

FIRENZE — Amore, lacrime e rabbia. La Firenze calcistica non si dà pace, non vuole lasciar partire Gabriel Batistuta e si batte per evitare un altro colpo al cuore, simile a quello che dieci anni fa la sconvolse nel nome di Roberto Baggio.
Una cinquantina di tifosi hanno trascorso la notte tra martedì e mercoledì sulla collina di Fiesole, accampati davanti alla casa del fuoriclasse argentino. Gli hanno mandato così un segnale silenzioso, sottolineato da uno striscione improvvisato, su cui era scritta chiaramente la loro supplica e dal quale emergeva tutta la loro incredulità: «Firenze ti ama, tu ami Firenze, perché andare via?»
La domanda, però, è rimasta senza risposta, sia durante la notte che al mattino seguente. Neppure il pomeriggio ha portato novità. L'allenamento durante il quale era stato programmato l'intervento de tifosi per convincere a suon di cori Batigol a rinunciare al proposito di partenza, infatti, è stato annullato.
Durante la notte contro la sede di Canale 10, emittente locale di proprietà di Cecchi Gori, sono state scagliate tre piccole bombe molotov, una sola delle quali è esplosa annerendo un muro, le altre due sono state trovate con lo stoppino solo parzialmente bruciato. Un danno lieve, ma causato in un luogo abitato nel popoloso quartiere di Campo di Marte.
Contemporaneamente sul muro della sede di piazza Savonarola è stata scritta una frase minacciosa contro il presidente gigliato: «Vittorio ragiona, Firenze non perdona». Poco più in là un laconico: «Luna vattene», dedicato all'amministratore delegato della società viola.
È intorno allo stadio Franchi che, invece, si è sbizzarrita la fantasia dei tifosi, priva, però, della tipica ironia fiorentina. Era troppa l'amarezza per dar sfogo al sarcasmo. Ovunque sono stati affissi dei cartelli dedicati a Batistuta: «Penso — vi stava scritto — che un giorno così non ritorni mai più. 9 anni da favola. Grazie Bati». Accanto al saluto musicale striscioni a senso unico: «Fiorentina senza Bati, stadio senza abbonati». «Non vogliamo la "Luna", vogliamo solo la nostra grande stella». «Vittorio vattene».
Fin dalla tarda mattinata gli appassionati viola hanno fatto capannello di fronte allo stadio, discutendo animatamente sul da farsi. Nel primo pomeriggio, con l'avvicinarsi dell'ora dell'allenamento, fissato alle 15, i tifosi sono aumentati considerevolmente e non sono certo diminuiti quando è arrivata la notizia dell'annullamento da parte della società e, su volere di Trapattoni, della seduta di lavoro.
Solo Di Livio è arrivato al Franchi, passando da un'entrata secondaria e si è allenato in palestra, per potersi presentare al meglio in nazionale, tra i tecnici si è fatto vedere soltanto il preparatore dei portieri Bardin.
Col passare del tempo il numero dei tifosi raggruppati all'ingresso degli spogliatoi è salito fino a superare le cinquecento unità. A quel punto alcune pattuglie della polizia sono intervenute per bloccare il traffico in viale Fanti ed evitare possibili incidenti. La riunione, comunque, era assolutamente pacifica. L'atmosfera non si è assolutamente scaldata neppure quando è stato chiaro che né Batistuta né Trapattoni e i dirigenti si sarebbero presentati. A quel punto si sono alzati soltanto alcuni cori riservati in maniera polemica a Cecchi Gori e Luna, invitati a lasciare la squadra, e in modo affettuoso a Batistuta, per implorarlo di restare in una Firenze che non vede alcun futuro senza il campione che tanto a lungo l'ha fatta sognare.
All'amministratore delegato sono giunte anche alcune telefonate minatorie, tanto da costringerlo a sporgere denuncia contro ignoti, mentre al presidente è stato dedicato pure un volantino, distribuito dagli ultras: «Siete una dirigenza da circo! Vittorio vattene. Siamo riusciti a far fuggire i Pontello, ci riusciremo anche con te! Bati con noi, Vittorio e Luna a casa! Vittorio sei indegno di essere il figlio del grande Mario, ci hai portato in B».
Oggi è in programma una riunione tra i rappresentanti dei club viola per decidere la linea di condotta da tenere. Il clima da guerriglia urbana rischia di protrarsi a lungo.
Alessio Da Ronch
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