E' un Napoli da serie "C"?
30 Luglio 2004 - letto 918 volte 30 luglio 2004 - Siamo ormai giunti al termine del percorso designato dalla FIGC, CONI, alcuni politici locali e non, da interessi occulti conosciuti, nei particolari solo dai pochi predestinati premenzionati, nelle generalità da tutti. Il TAR decide l'esclusione del Napoli dalla "B" con motivazioni formali e non sostanziali come con motivazioni formali (anche se di natura diversa) la FIGC l'aveva già escluso. Con il Lodo Petrucci gli unici che non ci rimettono sono i calciatori, mentre per gli altri debitori nulla. Invece da nessuna parte è giunta notizia sulla validità delle garanzie economice di Gaucci, anche proiettata nel futuro, e se esse poteva essere in grado di coprire tutti i debiti. Queste garanzie dovrebbero essere comunque implicite per chi affitta un'azienda in crisi. Se faccio il conto della serva e se i debiti del Napoli ammontano a 60 mlilioni di Euro, solo per coprirli, tutto il resto escluso, bastano gli incassi anticipati di 70.000 spettatori per trenta partite; ogni valutazione a chi legge. Mi ritornano in mente i due campionati trascorsi, quante difficoltà e peripezie. Sono state ordinarie le tante partite perse, o pareggiate con discutibili atteggiamenti arbitrali in 3/4 del capionato 2002/2003, mentre nell'ultimo quarto di campionato per salvarci era tutto a nostro favore? E l'ultimo campionato? strano inizio con la giusta decisione (le norme questo dicono) di darci partita persa con l'Avellino però non si capisce come mai, tenuto conto di come erano state trattate Roma e la Lazio in un caso simile, non ci permettono almeno di ripetere la partita, a seguito di relativo ricorso. Il film delle partite che seguono è quello di una squadra debole, come l'anno precedente, in cui anche una normale condotta arbitrale lievemente sfavorevole diventa negativamente determinante. Ma finalmente ecco il Napoli di Simoni, che a fatica nelle prime partite ma con tenacia, recupera posizioni e piace. Non raggiunge mai una classifica di riguardo, ora frenato da alcune decisioni arbitrali (vedi Ascoli ma soprattutto Salerno) altre volte, ma forse era già tardi, da proprie decisioni (vedi 2° tempo con il Palermo). In conclusione questo Napoli di Naldi era accettao oppure no dalle "Istituzioni?" Un'ultima considerazione, partire dalla "C1" con personaggi che si sono presentati solo per prendere meriti di un Napoli comunque internazionale non è che ci farò rimpiangere di non aver pensato ad una soluzione vicino casa, La Palmese che ha perso la "C2", per farla diventare la seconda squadra cittadina salvandola in "C2", portandola al San Paolo e successivamente cambiadogli il nome, sempre previo benedizione dei tifosi Palmesi che potevano essere aiutati diversamente considerate le condizioni della società. Non me ne vogliano i tifosi palmesi che come tutte le squadre campane seguo con attenzione. Sono certo che anche loro amano il Napoli. Lorenzo Diana - Perugia Notizie correlate Napoli
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