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E’ il tridente il grande tesoro dell’Udinese
29 Settembre 2006 - letto 675 volte
Cinque reti (su 6) in tre giornate per 7 punti. Solo l’attacco del Catania ha prodotto più gol

Soltanto la tarantella siciliana regge il ritmo del tridente “atomico” dell’Udinese. Che, dopo la sconfitta nella gara d’esordio a Messina, dove è rimasto a secco, ha schiaffato nella rete avversaria la bellezza di cinque gol (su un totale di sei) producendo in pratica i 7 punti in graduatoria che hanno proiettato i bianconeri nei quartieri alti.
I numeri. L’analisi statistica ci aiuta a capire l’impatto dell’attacco dell’Udinese sulla classifica e rilancia la formula Galeone, il modulo nato per «fare la guerra» che che deve essere ancora affinato per impedire agli avversari di mettere in scena una rimonta, facendo soffrire così i tifosi friulani. Ebbene, il Palermo con i suoi 11 gol in quattro uscite è senza ombra di dubbio la squadra più produttiva in fase realizzativa, ma se diamo un’occhiata al tridente “modificato” di Guidolin (un’unica punta con due uomini a sostegno) ci accorgiamo che Bresciano (1), Di Michele (2) e Amauri (2) hanno segnato quanto Asamoah (1), Iaquinta (2) e Di Natale (2). C’è soltanto un’avversaria che ha ricavato di più dal proprio reparto offensivo, un’altra formazione siciliana, il Catania che conta su due centri a testa per Spinesi, Mascara e Corona.
L’ispiratore. A leggere bene i dati, inoltre, risulta evidente che è Totò l’ago della bilancia bianconera. A Messina non c’era e l’Udinese ha fatto virgola, mentre nelle successive tre gare, con il suo rientro, la squadra ha prodotto punti e reti. Significativo, in particolare, l’indicatore dei tiri in porta. Con trenta conclusioni in totale, i tre attaccanti hanno segnato cinque volte, con una media di un gol ogni sei tiri, dunque. Una media altissima. E i tiri sono distribuiti in modo piuttosto omogeneo. Asamoah un gol con otto conclusioni, Di Natale due con dieci, Iaquinta due con dodici.
La conferma. Arriva dalla bocca dello stesso Giovanni Galeone che anche ieri ha sottolineato l’importanza dell’attacco nell’economia del gioco bianconero. «Con un po’ di fortuna in più avremmo potuto fare 9 punti, ma penso che, dopo la sconfitta di Messina, farne 7 fosse la massima speranza visto il calendario. E quando si fanno 6 gol in tre partite è difficile non fare 7 punti a meno di non avere una difesa colabrodo – ha aggiunto il “Gale” –. Noi abbiamo subito tre reti e tutte in una sola partita, mentre riguardo l’attacco siamo andati in gol senza calci da fermo, rigori, punizioni o azioni da corner e la cosa è positiva». Catania a parte (quello della matricola etnea a tutta l’aria di un exploit) solo l’attacco del Palermo pare reggere i ritmi dell’Udinese. E Galeone conferma anche questa impressione: «E’ una squadra brillante, che ha caratteristiche vincenti come si è visto in Uefa contro il West Ham, altrimenti non avrebbe vinto a Londra; il Palermo non va giudicato per la sconfitta di Empoli, dove poteva passare in vantaggio o pareggiare con un rigore che non gli è stato concesso».
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