Non è stato tanto il fatto di un rigore non fischiato a 12 minuti dalla fine che hanno visto in trentamila, tranne Bazzoli. Non è neanche stato quello scendere in campo della squadra, concentrata, ma per certi aspetti timorosa. Quello che ha indispettito il pubblico perugino presente al Meazza (circa un migliaio i tifosi al seguito) e davanti ai teleschermi è stata l'ennesima "assenza": non di Mazzone (squalificato, in tribuna, a... "pettinarsi" la pelata), non di Guidoni (infortunato, ma soprattutto "sfortunato" nelle sue stagioni perugine), ma quella del "centravanti". Gaucci lo aveva promesso anche nelle ultime due settimane. Il problema è che Gaucci lo promette tutte le settimane! E la costanza delle promesse (il Perugia cerca un centravanti da due anni) fa a botte con l'esiguità dei fatti. Senza nulla voler incriminare a Melli, che avrà visto passare si e no 3 palloni e quando ha provato a corrergli dietro è stato uno spettacolo decisamente triste. Senza nulla togliere a Tapia, l'ennesimo "colpaccio" sbandierato dalla società e, tanto per cambiare, l'ennesimo sudamenricano a mettersi a cuccia in panchina (inutile rovistare nei precedenti "colpacci" sudamericani, dal "rifle - inceppato" Pandolfi, al difensore Da Silva che di rado ha visto pure la Primavera, dal "pastore" Muller, all'"idolo del Colo Colo", tale Pereira). Il fatto è, che tanto per cambiare, al Perugia manca qualcosa ed è sempre quel giocatore lì.
Se poi, le incredibili scelte del mercato estivo hanno portato alla cessione di Petrachi scoprendo sciaguratamente la fascia destra, ecco che i problemi aumentano sensibilmente, e nulla ha a che vedere con una certa "fatalità" alla quale a Perugia, non crede più nessuno. Srpeggia malumore, dunque, perchè i perugini sono fondamentalmente delle persone semplici: nella vita di tutti i giorni, se vogliono il pane vanno a comprarlo. Se non hanno i soldi si mettono l'animo in pace e mangiano quello duro. Mazzone l'ha capita quando ha dichiarato "io lavoro con quello che ho.....". I tifosi l'hanno capita e preferirebbero sapere con certezza se è il caso di apparecchiare la tavola o preparare le mascelle.
Qualcun'altro, invece, non l'ha capita proprio. E intanto le tracce di un centravanti vero si sono perse circa 3 anni fa, quando una retrocessione scellerata si rivelò una manna per le casse della società grazie soprattutto alla cessione di Negri ai Ragngers di Glasgow (per non citare i vari Di Cara, Materazzi, Giunti, etc, etc). Questo è l'unico malumore che serpeggia. In attesa di Ba (ma arriverà?) e soprattutto in attesa del centravanti (o di un più dignitoso silenzio).
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