DUE LAMPI DI TREZEGUET STENDONO UNA REGGINA INESISTENTE, OSCURANO LA CRISI JUVE E RESTITUISCONO SPERANZA IN VISTA DI ATENE
08 Novembre 2000 - letto 304 volte
Un gol per tempo, una vittoria all'inglese, e la Reggina è superata e la crisi quantomeno allontanata, questo il responso della quinta di andata. Un referto un po ottimista forse a giudicare dalla fatica con cui la Juve ha superato una squadra, quella calabrese, davvero modesta
a livello tecnico. C'è voluto un errore in uscita del portiere Taibi alla fine del primo tempo per spianare la strada ad una Juve fin lì volenterosa ma nulla più. Bravo Trezeguet ad approfittarne, a dribbrarlo con freddezza e un pizzico di buona sorte, e a scaricare in rete con potenza. Nel pallone che sbatte sotto la traversa e si insacca e nella corsa verso la curva c'è tutta la felicità di Trezegol, che in quanto a rapporto minuti giocati gol segnati rischia di far tremare medie imponenti come quelle di Kovacevic e Inzaghi.
Inzaghi laconico in panchina, per la fredda legge del turnover, ma che mercoledi ad Atene, nella sfida che conta, ci sarà eccome al centro dell'attacco. Inzaghi che però in campionato non segna da quel 19 marzo a Piacenza, dove in prima persona raccontai di un'altra Juve così così che vinse 2-0. Oggi non siamo lontani da quella prestazione, ma siamo un po più lontani da quell'altro 2-0 che rifilammo alla Reggina al Granillo un anno fa. Stesso punteggio, eurogoal di Zidane e squadra schiacciasassi.
Oggi la Juve ha controllato la partita senza problemi, è riuscita a correre pochi rischi in difesa (ma l'attacco avversario era davvero nullo, eccezion fatta per la buona tecnica di Morabito e il dinamismo di Marazzina), ha tenuto il controllo delle operazioni a centrocampo e ha segnato quando era ora di farlo. Una vittoria netta e meritata certamente, che però non ha dato l'idea di spazzar via dubbi e problemi che si erano manifestati in occasioni precedenti.
Il primo tempo è stato quasi un monologo juventino a livello di possesso palla, il centrocampo bianconero, che si è giovato dei rientri di Conte e Tacchinardi, ha ben giostrato nel reparto centrale con quest'ultimo ben coadiuvato da Davids mentre il capitano e Pessotto sulle fasce si sono forse eccessivamente preoccupati di arginare le (eventuali) avanzate di R.Veron (in comune col laziale c'è solo il nome, chissà il passaporto se R. ce l'ha regolare....) e Morabito invece che di appoggiare l'azione offensiva.
E il problema emerso nel primo tempo, per la Juve, è che l'azione sovente non è corale, portata con 5-6 uomini, come piacerebbe a Sacchi e come si faceva con Lippi, ma condotta solo da Zidane (che pur giocando a sprazzi è al solito una spanna al di sopra degli altri) e Del Piero. Trezeguet inizialmente è impalpabile, è circondato da un nugolo di difensori, prende pochi palloni e non conclude nulla.
Dopo 5 minuti Zidane in pressing ruba palla a Stovini e s'invola verso la porta. Jiranek in salvataggio disperato interviene in tackle deviando in corner ma rompendosi una costola. Auguri di pronta guarigione. Qualche minuto dopo un buon rasoterra di Del Piero dal limite finisce a lato, poi una punizione centrale di Zidane ben bloccata da Taibi. Van der Sar, osservato speciale di Paperissima e Mai dire Gol, tocca pochi palloni, ma oggi in quei pochi sembra sicuro.
Esce bene su Da Costa, controlla con lo sguardo (...)un colpo di testa di Marazzina alla mezzora. Poi un bel numero di Del Piero sulla sinistra, dribbling secco e tiro cross che nessuno raccoglie.
Al penultimo minuto Taibi combina la frittata uscendo avventatamente fuori dall'area e non controllando un pallone che Trezeguet rapina di testa, se lo porta sul destro e poi sul sinistro, prima di scoccare un sinistro che si insacca violentemente nella porta sguarnita dopo aver sbattuto contro la faccia inferiore della traversa.
Gol bellissimo ma forse viziato da una lieve trattenuta di Del Piero su Taibi, il quale a fine gara si lamenterà con l'arbitro. Probabilmente faceva meglio a non sbagliare l'uscita comunque..
Nella ripresa bisogna vedere la reazione reggina e se la Juve riuscirà finalmente a gestire un vantaggio senza farsi rimontare.
Reazione nulla quindi di conseguenza una Juve che gestisce il vantaggio con tranquillità quasi assoluta.
Stovini rischia l'autogol per arginare una piacevole conclusione di Del Piero, poi Van der Sar esce ad anticipare Marazzina una seconda volta.
Il primo e unico pericolo vero per la porta juventina lo crea Da Costa con un tiro cross insidioso e potente. Tudor sulla fascia al solito era stato dribblato con la facilità di un birillo...
Senza grossi sussulti, qualche sbadiglio qua e là, si arriva al minuto diciotto quando Tacchinardi dai trenta metri scodella in mezzo all'area una punizione sul palo lungo. Tra Brevi e Oshadogan si eleva imperioso Trezegol che anche stavolta castiga Taibi sull'angolo lontano.
Altro bel gol di David e abbracci meritati per lui.
La partita adesso non ha proprio più nulla da dire, la Reggina va vicino all'1-2 con Cozza sugli sviluppi di una punizione con mischia furibonda in area e nulla più. A dieci dalla fine va segnalato un episodio marginale ma comunque importante. Tudor atterra Da Costa ultimo uomo. Solo giallo per lui, Messina indulgente.
Finisce due a zero, tutti a casa.
Come già anticipato nelle battute iniziali questa Reggina, che aveva fatto tre punti in quattro gare (solo con l'Inter..) e veniva da tre sconfitte in fila, è stata troppo poca cosa per valutare obiettivamente la Juventus. In un certo senso è stato meglio così, una partita relativamente agevole è stata un buon viatico per fare punti, recuperare morale ed energie in vista di impegni più difficili.
Da rivedere quindi Van der Sar quando gli avversari lo faranno tremare, da bocciare per l'ennesima volta Tudor, assolutamente inadeguato alla maglia che porta (così come Paramatti che per fortuna oggi non l'ha indossata), da applaudire Del Piero che ha ben giocato anche oggi dialogando coi compagni e rendendosi pericoloso in prima persona.
Due apparizioni degne di nota : Zambrotta che ritorna tra gli applausi a giocare dopo un brutto infortunio al ginocchio. Ci sarà utile.
La seconda apparizione quella del fantasma O'Neill: finalmente abbiamo visto almeno che faccia ha e che numero di maglia porta sulla schiena...per il resto (...) possiamo attendere.
Martedi la Juve decollerà da Lamezia Terme per Atene. Non ci sarà di fronte una neopromossa al Granillo ma la squadra campione di Grecia nella bolgia dello stadio Olimpico.
Quello stadio che rese celebre la maggior disfatta europea della nostra storia moderna diciassette lunghissimi anni fa.
Ancelotti smorza le paure : con lui in due occasioni lì non abbiamo mai perso. Il problema, per questa Juve (che mancherà di Davids e Zidane gli uomini guida) contro questo Panathinaikos, è che non perdere, purtroppo, non basterà ...
Aspettiamo questo terzo miracolo con un po di speranza mal repressa e con la solita indomita passione. In bocca al lupo e carica allora, vecchia Signora !
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