Dopo i fatti di Roma, Rifondazione comunista propone codici per identificare gli agenti, mentre il verde Paolo Cento critica il decreto anti-violenza
18 Aprile 2007 - letto 1943 volte
Dopo gli scontri di Roma-Manchester, Rifondazione Comunista propone codici alfanumerici per identificare gli agenti in servizio di ordine pubblico, mentre il sottosegretario verde Paolo Cento critica il decreto antiviolenza.
Francesco Caruso, deputato no global e comunista, ha annunciato che presenterà un'interrogazione per sapere chi e per quale motivo ha ordinato la carica a Roma, durante Roma-Manchester e chiede l'adozione del metodo anglosassone di identificazione alfanumerica degli agenti, mentre Giovanni Russo Spena, capogruppo dei senatori comunisti, invoca "moderazione" per le forze dell'ordine.
Caruso propone un codice identificativo per le forze dell'ordine: si tratta di una norma in vigore in tutti i paesi europei, in Germania come in Inghilterra, in Danimarca come in Svezia, stati che non sono sovversivi o rivoluzionari, ma paesi nei quali ci si preoccupa di isolare comportamenti illeciti. Una puntuale identificazione degli agenti (con un numero cui spetterebbe alla magistratura far corrispondere un nome) sarebbe efficace per salvaguardare coloro che prestano servizio in modo integerrimo da eventuali 'mele marce'".
Consensi alla proposta di Rifondazione Comunisti anche da altri settori del centro-sinistra. "Il provvedimento di cui ha parlato lonorevole Caruso, e che è presente nel programma dellUnione, è un elemento di trasparenza nei rapporti tra le forze dellordine e cittadini". Lo ha affermato il sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi, in riferimento alle polemiche suscitate dalle dichiarazioni da Caruso sulla riconoscibilità degli agenti di polizia. "È una misura - continua il sottosegretario - applicata da decenni in altri paesi ed è una misura di grande civiltà, perché instaura una regola tra chi esercita il controllo dellordine pubblico e il cittadino, che, qualora si verificasse, può denunciare labuso subito".
Dure critiche alla proposta di identificare gli agenti vengono dalla destra, in particolar modo da Alleanza Nazionale. Il senatore di An Alfredo Mantovano ha criticato la proposta sollecitata da Francesco Caruso (Prc), che prevede di rendere riconoscibile ogni agente di polizia mentre svolge servizio di ordine pubblico attraverso un numero didentificazione sul casco. "Introdurre una misura del genere - ha detto Mantovano - sarebbe devastante perché significa mettere a rischio la vita degli agenti di polizia fuori dal servizio".
Secondo il verde Paolo Cento, sottosegretario all'Economia e tifoso romanista, però il problema non è l'evento sportivo specifico, ma il decreto antiviolenza approvato a Palazzo madama solo qualche giorno fa. I fatti di Roma, spiega il presidente del Roma Club Montecitorio, dimostrano il fallimento preventivo del decreto sulla violenza negli stadi e quanto fosse ipocrita l'atteggiamento di chi, all'indomani dei fatti di Catania, esaltava il modello inglese. Un modello che, ribadisce Cento, non funziona.