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Distrutti 12 bus, corse saltate a Pescara
22 Gennaio 2003 - letto 1497 volte
Ragazzi leggete le devastazioni che abbiamo fatto a Pescara.
E sopratutto leggete come ci definiscono gli autisti degli autobus... animali... ah ah ah ah


Distrutti 12 bus, corse saltate
Gtm, la rabbia degli autisti
«Soli tra avanzi di galera»
«Noi, padri di famiglia costretti a rischiare la vita per una partita»

di Lalla D'Ignazio

PESCARA. «Ma un padre di famiglia che per campare fa l'autista di bus può essere obbligato a trasportare questi avanzi di galera?». Lo scontento è forte tra gli autisti della Gtm, tra quelli che hanno vissuto l'assedio dei "tifosi" al volante di mezzi stracarichi e tra i loro colleghi che la rotazione del turno ha risparmiato. La sfilza di autobus inutilizzabili dopo il passaggio degli ultras è lunghissima: 12 mezzi ieri mattina non sono potuti uscire in strada, dunque altrettante corse bis del mattino sono saltate.
Così centinaia di studenti e impiegati, le categorie che più usano il trasporto pubblico dalle 8 alle 14, hanno dovuto aspettare di più o viaggiare stipati su mezzi pieni. E questo si ripeterà finchè non saranno aggiustati porte divelte, finestrini in frantumi, sedili e tubolari in ferro fatti a pezzi, obliteratrici scardinate e scagliate in strada (sì, in strada, proprio dove passavano anziani, ragazzini, ciclisti e bambini sul passeggino). E' solo una delle conseguenze della notte di barbarie che la città ha vissuto lunedì per la gente comune, quella che magari ama il calcio e con bottigliate, minacce, sassaiole, vandalismi e incendi non ha nulla a che fare, ma li paga con tensione e disagi.
Gli autisti sono a diretto contatto con questa Pescara civile, e per primi sentono lamentele e proteste. Ieri anche gli utenti più scocciati dalla scarsità di mezzi o disorientati dai racconti delle violenze hanno avuto un occhio di riguardo per gli uomini in blu che li conducono sulle intasate strade cittadine, comprensione per quello che molti di loro hanno passato.
«Il questore ordina il trasporto di questi animali e noi andiamo allo sbaraglio»: la frase rimbalza dai crocchi di autisti, fermi sul piazzale del deposito Gtm in via Aterno, ai tavoli della mensa dell'azienda di trasporti metropolitani. «Non vale la pena di mettere a repentaglio mezzi e persone per fare cose che potrebbero essere fatte con più criterio e sicurezza», osserva Eugenio Bellante, che ha guidato uno dei bus con i sambenedettesi a bordo. «Io me lo chiedo, certo, se sono obbligato a svolgere un servizio del genere e in quel modo. Si comprino dei bus blindati se devono portare delle bestie feroci».
Le critiche sono dirette soprattutto all'organizzazione dell'ordine pubblico. «Siamo stati tutti esposti in ogni fase del trasporto», continua Bellante. «Intanto, quasi 2000 "tifosi", conosciuti come pericolosi e muniti di pietre, sono stati fatti arrivare alla stazione centrale anziché a Portanuova o a Francavilla, che sarebbero state aree molto più sicura sotto il profilo del controllo e per la cittadinanza. Poi questi hooligans sono stati fatti salire in 120-130 per ogni autobus: dentro c'era solo l'autista, pescarese - tra l'altro - quindi in quel momento "nemico" dell'imbecille tifoso di turno. Dunque, senza la presenza di uno o due agenti sul mezzo, che pure avevamo sollecitato, ci siamo incamminati sotto scorta a 20 chilometri all'ora su un percorso che gli ultras biancazzurri conoscevano bene». Insomma un bersaglio lento anche se scortato da polizia o carabinieri. Così all'andata gli ospiti hanno subìto sassaiole vicino all'università, in viale D'Annunzio, poi sotto il ponte all'incrocio tra via del Circuito e via Ferrari. Al ritorno la rabbia ottusa era alle stelle: l'ira della masnada al seguito della Samb si è sfogata sugli arredi dei bus, fracassando tutto, urlando e scaraventando i pezzi dai finestrini rotti. E l'autista guidava, a 20 all'ora.
Furiosi e compatti i sindacati. «In passato l'azienda si era rifiutata di rispondere alla richiesta del prefetto in casi come questo», ricorda Marino Marini, rappresentante della Faisa Cisal, «ora c'è stata una inversione di tendenza che non capiamo». «Le modalità del servizio in queste circostanze devono essere stabilite insieme ai sindacati», aggiunge Franco Rolandi, altro autista e sindacalista della Filt Cgil, «in un confronto anche operativo. Altrimenti ci rifiuteremo di guidare».
Fonte: IL CENTRO
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