Derby di Roma: guerriglia pianificata, scoperto un arsenale
07 Febbraio 2003 - letto 3311 volte
Gli ultrà si sono dati appuntamento alla «Tevere» per un regolamento di conti. Circa 30 persone identificate coi video
La Digos trova spranghe, catene d’acciaio e sampietrini nei cespugli tra le curve e la tribuna
Una strategia ben definita, per scatenare il caos all’esterno dello stadio Olimpico e poi creare tensione in tribuna Tevere dove, come ormai da anni accade in ogni derby, le tifoserie di Roma e Lazio siedono l’una accanto all’altra. Gli incidenti scoppiati mercoledì sera poco prima e durante la semifinale d’andata di Coppa Italia hanno anche avuto un prologo inquietante, sul quale la polizia sta indagando in queste ore. Spranghe, bastoni, catene d’acciaio, sampietrini, persino martelli e mazze ferrate sono stati trovati dagli agenti della Digos fra i cespugli che costeggiano gli ingressi alle due curve e alla Tribuna Tevere. Un arsenale completo che avrebbe potuto armare un piccolo esecito di ultrà di entrambe le fazioni pronto a scagliarsi contro poliziotti e carabinieri. E, in effetti, l’altra sera, prima del calcio d’inizio, il reparto Celere ha dovuto effettuare alcune cariche di alleggerimento sotto la curva Nord, con lancio di candelotti lacrimogeni, per respingere subito il primo assalto dei tifosi laziali armati di sampietrini. Alcuni di loro sono stati identificati grazie ai video ripresi dai poliziotti; altri giovani, invece, potrebbero essere presto indagati per i tafferugli avvenuti sulle gradinate più basse della tribuna Tevere. Si parla, per ora, di circa trenta tifosi di entrambe le tifoserie pronti per essere identificati come responsabili degli incidenti esplosi all’interno dell'Olimpico, sedati dopo qualche interminabile minuto da una ventina di agenti che si sono frapposti fra romanisti e laziali.
I personaggi coinvolti negli scontri, a volte addirittura trasformati in una caccia selvaggia al tifoso avversario, dovrebbero essere vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Costoro si sarebbero dati appuntamento proprio in Tevere, armati di tutto punto e con il volto coperto da passamontagna, in una sorta di regolamento di conti all’aperto (incidenti del tutto simili si erano già verificati a fine ottobre in Lazio-Roma, ultimo derby di campionato). Anche per questo motivo lo spettacolo indecoroso dell’Olimpico, trasmesso in diretta televisiva in tutta Italia all’ora di cena, non ha mancato di sollevare polemiche sull’opportunità di lasciare indistintamente libero accesso a giallorossi e biancocelesti nello stesso settore, e di conseguenza anche sulla tenuta dei filtri d’ingresso allo stadio. È ai cancelli, attraverso controlli che non a caso sono stati da tempo inaspriti, che andavano sequestrati aste di bandiere in legno e in plastica, borchie, cinturoni, fumogeni, accendini e quant’altro s’è poi visto impugnato come un’arma nelle mani dei più violenti.
Intanto ai sette feriti leggeri medicati già in serata nell’infermeria dell’Olimpico si sono aggiunte nella stessa nottata altre venticinque persone contuse e accolte in alcuni ospedali della città. Per tutti le prognosi sono comprese fra i cinque e i dieci giorni. Destano preoccupazione soltanto le condizioni di un tifoso romanista di 24 anni ricoverato ancora al Cto per diverse fratture riportate nella caduta da un’inferriata che stava tentando di scavalcare per raggiungere lo stadio. Il giovane è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico, ma adesso verrà probabilmente denunciato dalla polizia, come già accaduto per altri sette ultrà giallorossi sorpresi in cima alla stessa inferriata sotto la curva Sud.