Cè un punto fermo dal quale partire: siamo tutti romanisti.
Un po come dire che lunico dato certo della vita umana è il nascere dalla propria madre e il dover un giorno morire.
Possiamo quindi anche accettare il fatto che nellambito della tifoseria che segue costantemente la Roma si sia tutti romanisti allo stesso modo, chi va allo stadio e chi non ci va, chi va in trasferta e chi va solo in casa, chi va in Tribuna Monte Mario e chi in Curva, chi la partita se la sente per radio o chi la guarda alla pay per view.
Il romanismo, però, si esprime in diversi modi, a secondo del carattere e dello stile di vita che le persone assumono negli anni: volendo estremizzare, ad una decisione sbagliata dellarbitro cè chi lancia una bottiglietta in campo e chi dentro di sé mormora perbacco, che svista. Nelle posizioni intermedie cè chi semplicemente lo manda a quel paese.
Personalmente divido i tifosi della Roma in tre sole categorie:
- quelli che hanno una mentalità di curva;
- quelli che non ce lhanno e
- quelli che la tollerano.
Chi ha una mentalità di curva, non necessariamente vi si siede, non necessariamente va allo stadio, non necessariamente va sempre in trasferta, ma semplicemente accetta le regole base della curva, formate nel tempo da chi la curva la vive o lha vissuta da quando è nato il fenomeno ultras.
Al contrario, non necessariamente chi siede in curva ne possiede la mentalità.
Si dirà: E chi lo decide qualè la mentalità di curva?
La risposta è semplice e incontestabile: lo decidono i fatti.
La Curva Sud - e non altri settori dello stadio, ove si concentrano i tifosi più moderati - è divenuta famosa nel mondo per essere stata maestra nel tifo, dagli anni 70 ad oggi.
Quindi, per "mentalità di curva", si deve necessariamente fare riferimento a quegli elementi che l'hanno resa famosa e dissimile (senza offesa) dalla curva del Chievo, quella con meno sanzioni disciplinari.
Curva Sud: colorata, chiassosa, festosa, arrabbiata, a volte criminale, a volte paladina di bontà.
Al di là di come si è espressa nel tempo, partita per partita, la Curva Sud ha avuto un dato rimasto costante: è stata sempre parzialmente - nellillegalità, per come concepita dallo Stato attraverso le sue leggi.
Ora, chi non ha una mentalità di curva nel senso indicato più sopra, non ha certo contribuito a rendere la Curva Sud famosa:
- o è stato neutro rispetto alla sua storia, rappresentando a volte addirittura un ostacolo (quelli che non hanno mentalità);
- o l'ha appoggiata nei momenti facili per abbandonarla in quelli difficili (quelli che la tollerano).
Volendo partire da un anno simbolo, il 1977, chi ha buona memoria ricorderà i moralisti benpensanti che criticavano i tamburi spaccatimpani" e quei deficienti che, in piedi, sostenevano per 90° la squadra.
Bene, quelli di allora sono gli stessi che oggi ce lhanno con i petardi spaccatimpani e che fanno prendere le multe alla società.
Alcuni di questi, romanisti quanto il sottoscritto ma borghesi nel senso più becero del termine, dicono che essendo illegali non dovrebbero trovare spazio.
Ed allora, nel premettere che i petardi mi hanno sempre dato fastidio per.... lestemporaneità e la violenza del botto fine a se stesso, vorrei far notare che è anche illegale:
- non stare seduti al proprio posto;
- seguire la partita in piedi;
- accendere torce e fumoni;
- insultare lavversario o larbitro;
- fare striscioni o cori offensivi;
In pratica tutto ciò che, in uno con ciò che è lecito e "politically correct" e cioè tifare per la propria squadra, ha reso famosa la Curva Sud.
Cari signori, vi ricordate le torciate degli anni 80? Ve lo ricordate il coro devi morire? Ve li ricordate i cori contro i laziali e contro le altre squadre?
Beh, non si potevano fare neanche allora, e anche allora fioccavano le multe, solo che nessun giornale le pubblicizzava. Non siamo primi nella classifica delle multe solo da 5 anni. Lo siamo da sempre.
E se levoluzione dei costumi deve portare a cercare di far attenuare le multe per la Società ma il prezzo da pagare è la scomparsa del tifo organizzato, so perfettamente con chi stare. E il prezzo dell'abbonamento comprende pure le multe, visto il servizio reso.
Cè però qualcuno della mia stessa squadra - così vicino, così lontano - che dice unaltra multa per il bombone.
Allora, se il problema di questo qualcuno è
LA LEGALITA'
allora il paladino della stessa allora deve anche esser contro:
- lo stare seduto in posti che non siano il proprio, visto che è illegale;
- lo stare in piedi in curva o altrove durante la partita, visto che è illegale;
- lo sventolare bandiere più grandi di un metro, visto che è illegale;
- laccensione di torce e fumoni a scopo folkloristico, visto che è illegale;
- il coro di insulto allavversario, visto che è illegale;
- linsulto diretto allarbitro, visto che è illegale,
e via dicendo.
Peraltro - su questo saremo tutti daccordo -, spero che chi la pensa così voglia essere legale a tutto tondo, non potendo dire La torcia sì, il bombone no, perché altrimenti si ricade nella categoria del gusto personale del a me piace il bombone e a me la torcia.
Se, invece, il problema di questo qualcuno sono le
MULTE ALLA SOCIETA'
allora questa persona deve necessariamente anche essere contro:
- torce e fumoni, in quanto la Società viene multata anche per questa ragione;
- gli insulti allavversario sotto forma di coro o striscione, visto che anche questi portano multe (scordatevi i cori sugli juventini, quindi);
- lapposizione degli striscioni sopra, ad esempio, i simboli di Champions League, anchesso foriero di multe. Nel primo caso, il paladino della legalità a tutti i costi non può permettersi di fare distinzioni e, seguendo il suo modo di ragionare ci sarebbe (stata) una sola conseguenza: FAREBBERO TUTTI SILENZIO.
La Curva Sud, per come è celebrata ora nel mondo, non sarebbe mai esistita, perché priva del fascino un po proibito che è ed è stato una vera e propria calamita per i giovani, e non esisterebbe neanche oggi.
Un Roma/Colonia 1982/83, tanto per dirne una, non sarebbe mai esistito.
Roma/Colonia, 1982/83
Nel secondo caso, siamo invece di fronte allespressione più becera dellopinione pubblica, che non riesce a capire che le ragioni delle multe sono le più disparate e che lintero sistema delle multe, esistente da sempre, altro non è che uno dei modi per consentire alla stessa Lega Calcio di sopravvivere. E che quindi se ci si lamenta per il bombone, ci si deve necessariamente lamentarsi anche per torce e fumoni e via dicendo.
Invece queste persone sono le stesse dell Anvedi che spettacolo allennesima torciata della Curva Sud, come se in questo caso non ci fosse una bella multa da 15.000 da parte dela Lega Calcio.
Ancora, nel primo caso siamo di fronte ad una categoria rispettabilissima di tifosi della Roma che sono lesatto opposto di coloro che hanno una mentalità di curva e con i quali non ho nulla in comune se non l'essere tifoso della Roma.
Si tratta di tifosi con i quali la Curva Sud non sarebbe mai stata quello che è stata e tanto mi basta per dichiararmi radicalmente e fieramente opposto.
Nel secondo caso siamo invece di fronte ad una categoria di tifosi senz'altro rispettabile per il fatto di tifare per la Roma ma assai meno rispettabile a livello di coerenza. E di questa categoria diffido allo stadio come nella vita.
Nei confronti di entrambe le tipologie di tifoso, quindi, chi si riconosce in una certa mentalità di curva non può che essere contro e non varranno 1000 dibattiti a risolvere la questione.
Certo, mi rendo conto che tutto quello che ho appena scritto ha un punto debole, costituito dalla terza categoria dei tifosi: il tifoso "normale" o anche "filocurvarolo" può anche tollerare i comportamenti non legittimi della curva ma teme, o non tollera, che qualche atto irresponsabile possa portare, chessò, alla squalifica del campo e al conseguente danneggiamento della stessa Roma, il che potrebbe apparire un controsenso.
La risposta da parte di chi la pensa come il sottoscritto non può che essere una e si condensa nel motto, senz'altro radicale, "giusto o sbagliato, è la mia patria": la Curva della Roma, per come è stata e per come riesce a mantenersi, riesce a trasmettere forza alla squadra. Con i tifosi "silenti", questo non potrebbe accadere o accadrebbe in misura minore. Se accade, quindi, qualche deprecabile incidente di percorso, fortunatamente raro (e comunque accaduto diverse volte anche negli anni non ultras), dico che purtroppo è lo scotto da pagare per continuare ad avere una curva calda e appassionata ed i conseguenti riflessi positivi sul campo di gioco.
Per finire, scendendo nel personale, debbo dire che pur sedendo ormai "comodamente" in Tribuna Tevere, rimango me stesso: quando scoppia un petardo mi viene da fare olè, come si faceva negli anni 80 e come TUTTI in curva facevano negli anni 80. E ieri quella fumogenata, ILLEGALE E CHE PORTERA MULTE ALLA.S. ROMA, mi è piaciuta tantissimo. Che posso farci se mi piace?
Parto, come sempre, dallopposto a differenza di chi accetta supinamente ciò che gli viene imposto, compresa la illegalità illegittima. Visto che queste leggi ferree sono imposte dallo Stato, i cui parlamentari sono proprio quelli che vogliono per fine di lucro smantellare le curve sociali e trasformare gli stadi in comodi e costosissimi teatri riservati ai ceti più abbienti come in Inghilterra, chi ha una concezione diversa ha tutto il diritto di disobbedire, pagandone se del caso le conseguenze.
Infine, vorrei anche ricordare che lo Stato, per attuare questo piano, si muove principalmente in base a ciò che dice lopinione pubblica.
E lopinione pubblica si forma in un solo modo: tramite giornali, radio e televisioni di maggior diffusione.
Quindi, per rispondere a chi chiede se ne può parlare?, dico che sì, se ne può parlare, ma che in un periodo di forte repressione, è meglio prima parlare di tutto il resto e poi, quando il marcio sarà svanito, sollevare questioni che danno solo unaltra mazzata a chi sta in curva cercando di resistere al lento stritolìo del calcio moderno.
Stritolìo del quale non sarò mai complice, anche al difficile costo di non parlarne.
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