I giornalisti continuano a mentire. Sono loro che continuano a gettare benzina sul fuoco della Curva Sud di Roma.
Chi ieri era allo stadio, in curva Sud, potrà confermare che - per una volta - non sono MAI apparsi simboli politici e che la curva ha tentato di tifare unita, riuscendoci talvolta come non si sentiva da anni.
Eppure il Tempo ha sostenuto che durante il primo tempo ... cera unatmosfera da cinema, si sentivano solo gli sparuti tifosi del Perugia.....
Eppure su Il Messaggero, a pagina 25, compare una bella foto di quattro ragazzotti di cui uno espone una croce celtica. O porca puttana, possibile che non labbia vista? Eppure ero lì, in Sud, tutta la partita.... Eppure la didascalia apposta dal giornalista non lascia margine a dubbi: Tifosi giallorossi in Curva Sud durante la partita tra Roma e Perugia. Alcuni di loro fanno sventolare una bandiera che riconduce a ideologie estremistiche. Già. Peccato che quella bandiera sia stata esposta, invece, da quattro pischelli in curva nord nei confronti dei tifosi perugini che esponevano un cospicuo numero di stelle a cinque punte. Chi ha scritto che quella bandiera era in Curva Sud ha quindi fatto del vero e proprio terrorismo giornalistico. Punto e basta.
Ma andiamo oltre.
Nellapprendere dal Sig. Massimo Basile, illustre articolista del Corriere dello Sport, che Meridiano Zero è un gruppo di ultras neonazisti che frequentano gli stadi al pari, ad esempio, degli Irriducibili della Lazio, larticolo più vergognoso del giorno è quello a firma di tale Fabrizio Roncone, tanto per cambiare giornalista del Corriere della Sera, che probabilmente la Curva Sud lha vista ieri per la prima volta (ammesso e non concesso che ci sia stato e che non ci abbia mandato un suo galoppino). Dopo aver riferito di moltitudini di tifosi che fumano canne et similia, il giornalista, probabilmente stordito anche lui dalle nuvole di fumo, si lascia andare a queste testimonianze, che trascrivo testualmente: (riferito ad un tifoso giallorosso) ....e poi trascura la Roma che attacca e scende giù, entra nei bagni, e con 20.000 lire cerca lultima baby-prostituta. A un certo punto compare anche una croce celtica (che, raffigurata nella foto che accompagna larticolo, è sempre quella apparsa in Curva Nord e non in Curva Sud, n.d.r.). E sempre la stessa, par di capire. Quella già vista in altre occasioni ...... Sì ragazzi, cera una croce celtica e ce ne sono poche, pochissime giallorosse. Beh, devo dedurre a questo punto che il Sig. Fabrizio Roncone - evidentemente amico di qualcuno che al Messaggero ha scritto la stessa menzogna - abbia apprezzato dellaltro, nel suo soggiorno in Curva Sud (sempre ammesso che ci sia stato), oltre al fumo passivo delle canne che i tifosi giallorossi assumevano, a suo dire, in grandi quantità.
Perché a voler escludere la malafede, solo una persona sotto effetto di stupefacenti può dire di aver visto in Curva Sud una croce celtica che invece era in Curva Nord, di averla riconosciuta come sempre la stessa, di aver visto baby-prostitute che fanno mercimonio del proprio corpo per 20.000 lire e di aver visto poche, pochissime bandiere giallorosse. Ma daltra parte da uno che ritiene gli atalantini ed i bresciani una tifoseria di estrema destra prossima al gemellaggio neonazista con romanisti, laziali, interisti e veronesi non ci si poteva aspettare di più. Beh allora, sapete che vi dico? Che, francamente, è assai più innocuo il ragazzotto che sventola la celtica o la bandiera con la stella a cinque punte che il servo dei servi che scrive su un giornale.
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