CLAMOROSO A LIVORNO: «Siamo di sinistra, andremo in B»
04 Ottobre 2004 - letto 1754 volte Livorno, l'accusa di Lucarelli: «E' già toccato a quattro squadre Ora tocca a noi». Galliani: «Parole gravissime. Chieda scusa» «Abbiamo subito cinque torti nel corso della stagione. Non si parla più di calcio ma di politica. Lo scorso anno c'erano in A quattro tifoserie di sinistra e sono retrocesse, quest'anno c'è solo il Livorno e non avranno difficoltà a decidere chi scende». Cristiano Lucarelli, centravanti e idolo della curva del Livorno va giù duro, durissimo come è nel suo carattere. Dopo la sconfitta degli amaranto a Marassi contro la Sampdoria, l'ex attaccante del Torino lancia un atto d'accusa pesantissimo contro il calcio professionistico. Immediata la replica del presidente della Lega Calcio Adriano Galliani: «E' un fatto molto grave, è la prima volta che viene fuori un discorso di natura politica sugli errori degli arbitri». Poi: «Penso che i giocatori alla fine siano nervosi e non dovrebbero parlare e io preferisco non commentare altrimenti sarei durissimo e poi mi accuserebbero per un terzo confltitto di interesse. Sono le dichiarazioni più gravi da quando sono nel mondo del calcio, spero finisca qui e che Lucarelli si scusi di questa cosa». L'episodio che probabilmente è all'origine delle dichiarazioni di Lucarelli è una decisione arbitrale in particolare: un calcio di rigore non concesso allo stesso attaccante. Un episodio che però si inserisce in un contesto molto particolare, quello che circonda la squadra toscana e soprattutto la sua curva, più che orgogliosa di esibire la sua coloritura politica assolutamente di sinistra. Lo stesso Lucarelli non ha mai nascosto di pensarla allo stesso modo in interviste, dichiarazioni, un libro uscito da poco e soprattutto con un gesto che lo rese famoso: l'esibizione di una maglietta con Che Guevara dopo un gol. Dice ancora il centravanti: «L'anno scorso le quattro squadre i cui tifosi esibivano l'immagine di Che Guevara nelle curve sono retrocesse in serie B: adesso questa sorte potrebbe toccare a noi. Stiamo fronteggiando cose più grandi di noi. Sta accadendo quello che temevamo dopo la promozione: con noi gli arbitri non vedono. Dopo Empoli, Perugia, Modena e Ancona, quest' anno sarà probabilmente la volta del Livorno a tornare in serie B per questioni politiche». Fonte: quotidiano La Repubblica Notizie correlate Livorno
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