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Cesena - Tessera "obbligatoria" del tifoso
30 Giugno 2010 - letto 2423 volte
Almeno 300 persone presenti ieri all'incontro al palazzo del Capitano. Per chi vuole abbonarsi o seguire il Cavalluccio nel settore ospiti durante le trasferte alternative non ce ne sono. Vantaggi (pochi) per i sottoscrittori e dubbi sull'efficacia. Nel frattempo sono almeno 5mila le richieste

CESENA – Tutto e niente, ieri sera all’incontro tra istituzioni e sostenitori del Cavalluccio sulla tessera del tifoso. Tutto, perché sono stati sciolti dubbi su diritti e doveri del sottoscrittore della tessera, di cui sono stati evidenziati i vuoti legislativi e le incongruenze; niente, perché la tessera è da fare, alternative per chi vuole abbonarsi o seguire in trasferta nel settore ospiti la propria squadra del cuore non ce ne sono.

Encomiabile la presenza del presidente Igor Campedelli, a dimostrazione di una società che non volta le spalle a nulla di ciò che riguarda il Cesena. Unico presidente – a detta dell’avvocato dei tifosi Giovanni Adami – “ad aver presenziato a questo tipo di faccia a faccia tra istituzioni e tifosi sulla tessera”.
Sì, istituzioni. Presenti solo in parte, e testimoni di una impossibilità a seguire percorsi alternativi. In effetti, e questo lo ha anche sottolineato Campedelli, alternative non ce ne sono. Massimo Bulbi (presidente della Provincia) e Daniele Gualdi (assessore allo sport di Cesena) erano i rappresentanti delle istituzioni, che comprendendo le remore dei tifosi, hanno evidenziato il loro obbligo a sottostare al progetto del ministro Roberto Maroni.

La tessera. Chiara la descrizione che ne ha fatto l’avvocato Adami – da anni noto difensore delle istanze giuridiche degli ultras – che ha spiegato con precisione pregi (pochi) e difetti (abbastanza) della tessera del tifoso. Secondo le conclusione del legale, lo spirito della tessera ha due principi base: la fidelizzazione e la sicurezza. Nel primo caso la tessera cercherebbe di saldare il legame tra tifosi e club attraverso una serie di benefit: corsie preferenziali per l’ingresso allo stadio, messaggi di auguri per il compleanno, sconti per il merchandising e altre piccole inezie. Con un pizzico di populismo l’avvocato Adami ha sottolineato come nulla come i chilometri fatti per seguire il Cesena in trasferte come Crotone o Cosenza, sotto la pioggia, la neve e anche i sassi, possa saldare il rapporto del supporter coi colori dell’amata squadra. Una fidelizzazione che non può quindi passare per queste iniziative. In appoggio alle sue teorie, l’avvocato Adami ha illustrato analoghi progetti effettuati all’estero, per esempio il caso Amburgo: “Dove la società, a fronte della sottoscrizione di una fidelity card, ha garantito la prelazione per la vendita di tagliandi per le sfide di coppa Uefa, e per i big match”.
Questa fidelizzazione appare quindi come il miele (scarso) intorno al bicchiere della medicina. La medicina è rappresentata dal secondo principio ispiratore della tessera del tifoso: la sicurezza.

Sicurezza. E qui si toccano i tasti più dolenti. In sostanza la tessera è contemporaneamente una schedatura (già in essere con i biglietti nominali) e una forma di ricatto. Questa infatti a fronte di garantire la possibilità di abbonarsi ad una squadra e di seguirla nel settore ospiti durante le trasferte, ti impone di rispettare tutte le norme del regolamento d’uso d’impianto, che oltre a vietare la violenza, impone il giusto rispetto di altre regole: sedersi nel posto indicato sul biglietto, non sostare nel ballatoio delle gradinate, gettare l’immondizia negli appositi spazi… Tutte norme di civiltà condivise che possono costare d’ora in poi l’abbonamento. Sbagli, paghi. Fai il bravo, vedi la partita. Fin qui tutto ok. Il problema si presenta nelle sfaccettature, come il fatto che basti una denuncia per vederti sottrarre tessera ed abbonamento, anche se alla fine risulti non colpevole. Come basti un errore all’interno dello stadio per vederti soffiare tessera ed abbonamento sotto il naso.
In questo scenario sono arrivati ieri sera alcuni complimenti al ministro Maroni, che dalla prima stesura della legge in merito di tessera del tifoso, ha col tempo ammorbidito i veti per l’accesso alla tessera, togliendo quell’iniqua norma della retroattività: sei stato condannato nel 1990, niente tessera. Le limitazioni riguardano infatti solo i tifosi con Daspo in atto, o condanne (anche non definitive) risalenti all’ultimo quinquennio.

Ecco dunque cosa è emerso ieri sera: i tifosi del Cesena sono chiamati ad uno sforzo. La norma ha un’utilità discutibile - lo stesso Adami ha sottolineato come l’Italia sia la nazione con le leggi più severe d’Europa in termini di violenza negli stadi, ribadendo come siano altre le misure necessarie per arginare questi episodi di intemperanza – ma va fatta. Altrimenti niente trasferte nei settori ospiti e niente abbonamento, sia in curva Mare, sia in tribuna vip. A fronte di questo sforzo, cari tifosi, riceverete un bel messaggio di auguri il giorno del vostro compleanno.
Fonte: http:
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