La politica del "2 pesi e 2 misure" sembra essere la regola di gran lunga più applicata nell'ambigua realtà del calcio italiano. Credendo nella buona fede e consapevoli dei limiti dell'occhio umano, non abbiamo mai fatto processi ne contestato, più di tanto, sviste arbitrali o decisioni quanto meno discutibili ma, assistendo a MESSINA ATALANTA del 18-12-2004 nasce il fondato sospetto che la buona fede sia solo l'ultima illusione di chi sostiene faticosamente la genuinità del nostro calcio. Pioveva copiosamente già dalla mattina a Messina e le condizioni del NUOVO S.Filippo SONO STATE GIUDICATE ACCETTABILI dal direttore di gara che, ha emesso il fischio d'inizio senza indugio e in perfetto orario. Quando il Messina andava in vantaggio, le condizioni meteo erano esattamente come ad inizio partita, il terreno del S. Filippo non poteva essere diventato impraticabile in soli 15 minuti, anche perchè quando il sig. Morganti ha deciso di sospendere l'incontro, per ironia della sorte, ha anche smesso di piovere. Non avendo la capacità d'interpretezione dei tortuosi articoli del regolamento, non pretendiamo di valutare l'effettiva praticabilità del terreno di gioco ma, possiamo asserire con certezza che, se era idoneo ad inizio partita continuava ad esserlo anche dopo il vantaggio del Messina. Non si tratta di decisione istantanea dove l'attenuante dei limiti umani può mitigare l'errore, il sig. Morganti ha avuto tutto il tempo per maturare il giudizio, quindi, se non si tratta di mala fede è disarmante INCOMPETENZA. Vedere esultare Taibi, come se avesse vinto la partita, la dice lunga su chi è stato penalizzato dalla presa di posizione arbitrale. Rivisitando episodi simili del recente trascorso, si evidenzia l'incoerenza e la gestione sommaria degli eventi: il terreno del famoso PERUGIA-JUVENTUS non era certo in condizioni migliori del S.Filippo di ieri ma, allora bisognava mettere a tacere il focolaio di protesta contro la juve "ladrona e compra arbriti" e pur di farle perdere lo scudetto, per dimostrare "l'integrità arbitrale", si giocò in un pantano indescrivibile.
Questa è la realtà del nostro calcio dove, la parte marcia non sono certo gli ultras.
Forse è veramente giuntà l'ora di coadiuvare la terna arbitrale con la tecnologia, sarà intelligenza artificiale ma ameno è un'intelligenza.
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