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BRIGATE AUTONOME LIVORNO
21 Dicembre 1999 - letto 16253 volte
LIVORNO – Il tifo si sente. Rimbomba con forza sotto la curva nord dello stadio Picchi di Livorno. Difficile quindi parlare con due esponenti delle Brigate Autonome Livornesi. Un gruppo della cosiddetta nuova generezione, nato cioè nel 1999, frutto però dell’unione di diverse realtà già esistenti nella Nord. Sotto la curva Nord campaggiano i murales, firmati chissà da qualche anonimo ultras. La polizia schierata osserva che l’andamento della partita e soprattutto il comportamento della curva.
Del resto l’occasione che abbiamo scelto per un'intervista è pur sempre un derby, Pisa – Lucchese che tardava ormai da un decennio.
Lo striscione grandissimo campeggia da ormai inizio campionato al centro della curva. Nella curva opposta gli storici Ultras Fossa, o almeno una parte, trasferiti in Sud, al fianco di un altro gruppo storico, il Vitulano.
Una rivoluzione non proprio d’autunno (anche se a loro avrebbe fatto piacere e poi capirete perchè) che ha scompaginato l’immagine della curva nord di Livorno.
I B.A.L. sono infatti il risultato della fusione di vari gruppi che componevano fino a qualche mese fà, a dire il vero un po’ disomogeneamente, la curva Nord. Un episodio certamente inusuale in un momento in cui la tendenza dei gruppi ultras è proprio verso la disgregazione. A Livorno, invece no. Si va controtendenza.
Ed ecco un gruppo, I Bal, appunto che adesso tiene saldamente in mano il timone della curva amaranto.
Una curva quella amaranto, un po’ speciale. Ovviamente per il calore. Un po’ per i numeri da grande piazza. Un po’ per il look. Un look
dal quale si capisce quanto è importante la politica. La scelta di produrre un eskimo (che già evoca uno spirito sessantottino) con una visibilissima falce e martello, simbolo dell’unione sovietica, non è casuale. Anzi la dice lunga sull’indirizzo politico del gruppo.
Perché le Brigate Autonome livornesi vanno fiere di questa ingerenza fra politica e calcio, di questa commistione fra ideali e movimento ultras. Alla faccia di chi dice che la politica negli stadi non deve entrare.
E la nostra discussione da dove poteva iniziare? Proprio dalla politica.

“L’idea di creare le Brigate autonome livornesi è nata dalla disorganizzazione della nostra curva.C’erano tanti gruppi e così alla fine ognuno faceva come gli pareva, anche perché tutti si sentivano autonomi. Per andare in trasferta, infatti, ognuno proponeva la sua: talvolta succedeva che nascevano discussioni infinite sul mezzo: chi proponeva il treno, chi la macchina, altri il pullman. Insomma a farne le spese era l’unità della curva e quindi della tifoseria”.

ESORDIO – “La prima apparizione si può definire contro la Spal lo scorso campionato. In un primo tempo decidemmo di chiamarci Armata Livorno, poi per rispecchiare anche l’idea politica della città, per dargli forza, decidemmo per il nome Brigate Autonome. Praticamente all’idea hanno aderito tutti i gruppi della Nord. Solo i Nord Kaos sono rimasti fuori perché si definiscono un gruppo apolitico quindi…non si voleva costringere loro a sottostare alle decisioni di tutti quanti.”

POLITICA – La politica è un fattore importante. Vi dichiarate di sinistra… “Molto di sinistra – interviene -, filosovietici”. Che significa filosovietici in uno stadio? “Dè (espressione dialettale nrd) come mentalità perché la sinistra non si limita solamente all’idee di libertà e cosi via…
Vogliamo dire che noi siamo di sinistra e non accettiamo che nel nostro stadio, nella nostra curva qualcuno abbia la celtica”.

E’ giusto dunque portare la politica negli stadi? Per voi sì, ovviamente… “Diciamo così se in curva c’è una mentalità politica predominante deve venir fuori. Bisogna prendere coscienza del fatto che si fa politica. Non si può vedere come succede adesso a Perugia, oppure proprio di fronte a noi nella curva della Lucchese, che c’è il gruppo con la celtica e magari c’è anche il gruppo con la falce e martello. O lo metti, e quindi ti pigli le tue responsabilità oppure non lo metti”.

In curva ci sono persone che fanno attività politica oppure vi limitate a sostenere il Livorno?
“No ci sono tanti ragazzi dei centri sociali. Però in tutti emerge l’intolleranza. Intolleranza politica verso il nero è forte. Ci rendiamo conto che essere neri oggi è una moda, però se lasci che prendano la mano, lasci che quello porti il tricolore, quello porta la celtica, lasci insomma esprimere quello che vuole sbagliatamente viene fuori un evento di massa incontrollato. Poi ti ritrovi come a Roma, come è successo al Cucs.”

Ma il mondo ultras è fatto anche di amicizie che niente hanno a che fare con la politica. Il calcio è soprattutto campanile. Se pensiamo al vostro gemellaggio con il Pescara, gente non proprio di sinistra…
“Ma noi l’amicizia che abbiamo è in particolare con i Rangers. Adesso hanno fatto anche la fusione con i Cherokee ed i Park Kaos. Loro però sono veramente apolitici. Ci sono Bad Boys che sono un po’ più… vabbeh anche lì a Pescara puoi trovare quello con il Che Guevara e quello con la celtica. Anche a Firenze succede questo. Gli Alterati hanno fatto uno striscione con un anfibio con le stringhe bianche. A venti metri c’è uno con il Chè. Noi facciamo nella nostra curva come vogliamo noi, poi gli altri sono libere di gestire come vogliono”.

I pisani però sono dichiaratamente di sinistra. Eppure non vi tirate indietro di fronte ad in compagno… “Però sono pisani!” irrompe Igor. “La politica e la fede calcistica sono due elementi che devono andare di pari passo. Uno non deve mai varcare l’altro. Anche perché così riesce a fare veramente coesione in un gruppo. Ci siamo scontrati con Ternani ma riteniamo che la nostra mentalità politica non sia attinente con la curva di Terni. Loro hanno una curva, sono tutti rossi, si sventola le falci e martello. Dall’altra parte della curva hanno i fascisti, le svastiche e le celtiche. Noi per questo aspetto, intransigente, ci sentiamo particolari. Non so chi si può avvicinare. Dicono che siamo sempre filo-stalinisti, filo-sovietici… siamo livornesi".

PISA – “Con i Pisani non ci si parla. Sono i fatti a dimostrare che sono inferiori. Loro stessi vanno a giro con lo striscione Skinhead. Quando una curva si definisce comunista e Como davanti a tutti gli strisiconi c’era Skinhead Pisa”.

Possono essere skin di sinistra, Redskin…”No no no…è gente testa rasata, molto tricolori. C’è anche la sede a Pisa e li lasciano venire anche fuori. Noi a Livorno, li puniamo".

FATTI DI PISA – Molto scalpore hanno suscitato i fatti di Pisa. Come ultras come ti poni di fronte ai fatti di vandalismo. Si parla di mentalità. Ma qualche volta la mentalità viene messa un po’ da parte… “La mia mentalità dice di non fare danni alle strutture ed agli oggetti. Però bisogna entrare anche nell’ottica della gente. Vai a Pisa, è un derby e nel derby vale qualcunque cosa. Certo è che queste cose si ritorgono contro di noi. E chiaramente tutto ciò non ci fa piacere. E neanche possiamo stare attenti a cosa fa un corteo di 3500 persone. Ci limitiamo a vedere quello che fa il gruppo. Ma di fronte ad un evento di massa, come Fiorentina-Juve oppure Roma-Lazio, come puoi fare a controllare tutto? Quando siamo noi, due-trecento, ci controlliamo ed abbiamo un’altra mentalità. Oltretutto la Polizia ha lavorato male.

Cosa significa lavora male? “La scorta è stata impostata così. Siamo scesi ed hanno subito deciso di farci paura. Se ti poni come dire io comando e te stai li zitto, succede che poi la gente perde un po’ la bussola. E se perde la bussola, non sta a me che sono un ultras, controllarli. Sta a me, controllarmi per me stesso. Francamente il poliziotto che piglia a manganellate il ragazzetto di quindici anni e vedi che si rigira e spacca una macchina, come faccio io a dirgli di non spaccare la roba. Posso andare lì e spiegargli ma non so con quali risultati…In diversi chilometri di tragitto dalla stazione allo stadio, nell’episodi di Borgo stretto che è dieci metri di via, non puoi vedere in cima ed in fondo cosa succede. Loro si sono attaccati a quegli episodi per punire altri”.

Contesto? “Era particolare. Loro non aveva nessun tipo di controllo nel tragitto lungo lo stadio. Il casino che è successo dentro lo stadio ed abbiamo dimostrato a tutti quanto siamo superiori perché se loro avessero fatto una cosa del genere a Livorno non sarebbero mai usciti dallo stadio.
Purtroppo sui giornali hanno scritto che la Polizia ha arrestato 9 persone. Non hanno però specificato che era stati presi per gli scontri dentro lo stadio”.

Gente innocente oppure sono i responsabili? “Gente ultras che può aver commesso qualcosa ma non è certo responsabile dei vandalismi. Eppoi si sa, il vandalo di per sé non è che sia molto coraggioso.

La curva come ha reagito agli arresti? “Si ne ha risentito. Perché si ritrovata 9 nove ragazzi che hanno fatto 30 giorni in galera, all’indomani che hanno assolto Andreotti e tutti quanti. Ci vogliono tagliare talmente le gambe in curva che uno si muove e fa un mese di carcere, quando non gli va bene sei mesi. Per cosa?”

TIFO – “Secondo me i Pisani si sono resi conto che possono fare le coreografie che vogliono. Ma la coreografia è fine a se stessa. La verità è che noi facciamo da padroni in casa loro...” Improvvisamente un boato che interrompe la conversazione. “Ecco un bel gol” dice. “Tre a zero…vabbeh…loro si ritrovano stuprati. Anche il discorso dello striscione di gemellaggio. Loro ci hanno scritto che siamo schiavi dei bastardi viola. Noi però in tanti anni di curva abbiamo solo un’amicia vecchissima con il Pescara. E poi con la Fiorentina”.

FIORENTINA – Già … un gemellaggio quello con la Fiorentina che ha suscitato le ire di mezza toscana… “Un’amicizia con i fiorentini l’abbiamo sempre avuta. Lo striscione Fedayn era stato anche esposto in curva Fiesole. Adesso abbiamo cercato di ingrossare quel filo invisibile che ci univa a Firenze. In Toscana consideriamo solo i viola, il resto non sono niente. Ad esempio gli empolesi hanno fatto la festa promozione per andare in A, siamo andati lì in amichevole e ci siamo anche parecchio divertiti".
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PER INFO www.tifonet.com/pride
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