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Botte agli agenti prima dell’incontro Cagliari-Treviso: cambia il gup per altri sedici tifosi
06 Dicembre 2002 - letto 17402 volte
Ultrà dallo stadio al tribunale.
Patteggia 18 mesi un giovane coinvolto negli scontri

Tutto iniziò per colpa di un megafono. Gli agenti in servizio all’ingresso dello stadio Sant’Elia tentarono di spiegare ad un ultrà del Cagliari che con quell’arnese in mano non poteva entrare. E allora giù botte e minacce agli agenti, ai carabinieri e a tutti quelli che indossavano una divisa nel raggio di duecento metri. Ieri, davanti al giudice per l’udienza preliminare Luisanna Melis, soltanto Valerio Olivieri (difeso dall’avvocato Enrica Anedda), di 24 anni, ha patteggiato la pena: un anno e sei mesi.
Gli altri sedici indagati dovranno essere giudicati dal un altro gup. Nei prossimi giorni sarà fissata l’udienza, mentre per ora si è costituito parte civile soltanto l’ex vice capo della squadra Mobile.
L’episodio al centro dell’inchiesta giudiziaria risale al 4 febbario 2001, giorno in cui è stato disputato l’incontro tra Cagliari e Treviso vinto dai padroni di casa per 3 a 2. Secondo il pubblico ministero Gaetano Porcu alla maxi rissa hanno partecipato Renato Deiana (28), di Quartu, Patrizio Onidi (22), di Quartu, Albino Portoghese (33) e William Portoghese 23), cagliaritani, Fernando Mannu (22), di Cagliari, Massimiliano Piras (30), di Quartu, Roberto Brughitta (20), quartese, Vittorio Martelli (27), cagliaritano, Gianni Lepori (35), cagliaritano, Carlo Trudu (27), di Selargius, Stefano Sciarra (33), cagliaritano, Giorgio Saiu (23) e Andrea Fonnesu (22), entrambi di Selargius, Paolo Gaddari (22), Riccardo Orrù (26) e Nicola Pinna (22), tutti cagliaritani. I supporters del Cagliari avrebbero colpito poliziotti e carabinieri con pesanti fibbie, tanto che più d’uno è stato costretto a ricorrere alle cure dei medici.
Il megafono sarebbe stato il motivo scatenante ma non l’unico. Alcuni tifosi dei gruppi Sconvolts e Furiosi avrebbero tentato di forzare l’ingresso per assistere alla partita senza pagare il biglietto. La pattuglia di tifosi avrebbe agito su due fronti, dentro e fuori il Sant’Elia. Dagli spalti sarebbero state letteralmente strappate alcune sedie poi lanciate contro gli agenti, stesso discorso per quanto riguarda porte, lavabi e rubinetti vari presi dalle toilette. Quasi tutti hanno agito col volto nascosto da sciarpe e visiere. Una battaglia durata una manciata di minuti, costata ferite ed ematomi vari ad alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine.
Nelle prossime settimane sarà fissata la data dell’udienza che si terrà davanti ad un altro giudice per le indagini preliminari.

FONTE: http://www.unionesarda.it/unione/2002/06-12-02/CAGLIARI/CAG05/A01.html
Fonte: http:
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