Ascoli: Il cuore dei tifosi non si è ancora scaldato
02 Ottobre 2003 - letto 1250 volte
Alle porte c'è uno dei match più sentiti dai tifosi bianconero per una rivalità che, prendendo spunto dalle diverse posizioni politiche, è lievitata parecchio nel corso di questi ultimi anni.
La partita tra Ascoli e Livorno riveste un fascino particolare (e purtroppo anche qulche rischio particolare...), le immagini della vittoria dell'anno passato sono ancora impresse nelle mente di tutti quelli che erano al Del Duca, dovrebbe esserci insomma tra i tifosi il clima di attesa che sempre precede gli appuntamenti più caldi. Non è così, o almeno ci sembra che intorno a questo match e più in generale attorno alla squadra non ci sia quell'entusiasmo e, a dirla tutta, quell'attaccamento che solitamente contraddistinguono la tifoseria bianconera. Come può essere possibile? Eppure la squadra non sta andando male...
Si respira un clima di apatia, quasi di disinteresse, e non è certo colpa dei risultati visto che da questo punto di vista la squadra sta facendo in pieno il proprio dovere. Che cosa è cambiato rispetto agli ultimi anni? Quali sono stati i fattori che hanno portato a questa strana, stranissima conoscendo il tifo ascolano, situazione? Difficile darsi una risposta, è evidente che elementi di disturbo ce ne sono parecchi. Troppo spesso si sottovaluta o peggio non si prende in considerazione la sensibilità della gente che segue le vicende calcistiche, nella convinzione che qualsiasi cosa succeda alla fine il tifoso la metabolizzerà e sarà presente allo stadio. Il campionato portato senza una spiegazione logica a 24 squadre, gli incidenti e gli strascichi della domenica del match fantasma tra Ascoli e Genoa, una squadra quasi completamente nuova e sostanzialmente da scoprire, le prime situazioni che ci vengono in mente e che probabilmente contribuiscono a far si che ad Ascoli il fenomeno calcio si stia "normalizzando". Per qualcuno potrebbe essere un bene, normalità vuol dire zero eccessi, ma ad Ascoli il calcio è stato da sempre vissuto in maniera viscerale e dunque c'è qualcosa che non quadra. Sarà forse che la tifoseria non riesce ancora ad identificarsi in questa squadra, il fatto che gradualmente siano quasi spariti gli eroi della promozione può avere il suo peso, non è ancora scattata la scintilla, c'è un rapporto freddo, distaccato, ognuno nel rispetto del suo ruolo. E' una stagione particolare da tutti i punti di vista, sarà difficile decifrarla e venirne fuori, il compito più impegnativo cui è chiamata la squadra di Dominissini in questo momento però è fare breccia nel cuore degli ascolani. Non è un obbligo e neanche un dovere, è un'opportunità perché se c'è sentimento è più bello.
MA.D'E