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Ancora sui romanisti infami
25 Febbraio 2004 - letto 4403 volte
COMUNICATO SANPROSPERO 1979
da Siena

In momenti come questi occorre dare voce a quello che è il nostro pensiero, avere il coraggio di prendere una posizione, difendere i propri ideali.
Dopo la partita di domenica ci siamo fatti un esame di coscienza anche noi, come gruppo, come ex ultras e come individui oramai sulla soglia della quarantina. Forse questo comunicato sarà capito solo da chi ha la nostra età e la nostra esperienza in materia, ma se scavate e leggete bene ogni parola, tornerà utile a tutti, dai ragazzini agli adulti.
Eravamo davanti al televisore per vedere Roma-Colonia e sentire la sud cantare per la ‘Magica’, eravamo in edicola a comperare il Guerin Sportivo per leggere di Geppo e di altri eroi metropolitani della nostra era Ultras. Eravamo tra quelli che ‘i romanisti’ sono i migliori. Eravamo.
Dopo i fatti dell’andata abbiamo visto cosa è diventato per tante curve la cosidetta ‘mentalità ultras’. Questa mentalità, rincorsa da tutti coloro che hanno cercato con il tempo di dare un codice alle curve, non esiste, non funziona, cambia da gruppo a gruppo, da curva a curva, da città a città. In anni di serie C, B e mezzo campionato di A ci siamo resi conto che la dignità non è questione di latitudine, di appartenenza geografica e di tradizioni societarie/sportive, ma varia a seconda della dignità umana e della decenza. I romanisti sono apparsi quanto di più lontano c’è dal decoro, dalla correttezza e dalla rispettabilità, valori con cui ognuno di noi deve fare i conti. Anche gli Ultras, sette giorni su sette. Noi siamo piacevolmente lontani da chi usa le lame, e i romani non sono i primi a tirarle fuori a Siena, piacevolmente distanti da chi crede che l’omertà sia un valore socialmente utile, siamo diversi dal fantomatico gruppo ‘Bisl’ che inneggia a dei codici di comportamento che non valgono nemmeno la pena di essere considerati come partoriti da menti umane. Fieri della nostra senesità, valore aggiunto a tutte le cose buone ( e crediamo ancora che siano tante) che la nostra curva ha dato e darà ai tanti ragazzi che la frequentano. Vari siti giallorossi trattano uno di noi, ma qui uno di noi è come dire ‘tutti noi’, come un infame. Parola abusata, a cui Noi diamo un’accezzione diversa, una diversa sfumatura. Un infame da noi è chi commette un atto di viltà, come dare una coltellata a una persona. Un infame è chi crede di poter fare tutto, è chi accetta lo scontro avendo risorse per Noi impensabili.
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