Ad ascoli MANIFESTAZIONE e curva sud disertata contro il calcio moderno!!
15 Settembre 2003 - letto 1465 volte Settecento tifosi in corteo per protestare contro il calcio moderno e il trattamento riservato ai supporter bianconeri dalle forze dell'ordine La clamorosa protesta della curva sud che diserta lo stadio e accusa il Palazzo "Il Presidentissimo aveva capito tutto" ASCOLI - Surreale. Singolare. Storico. Sono tre gli aggettivi con i quali poter identificare un giorno, quello di ieri, che resterà per sempre indelebile nella mente di tutti i supporters bianconeri e, forse, anche nella mente di chi col calcio non ha nulla a che vedere. Li avevamo lasciati nelle vie di Piazza Immacolata respinti dalle forze dell'ordine in quella terribile e incredibile notte di domenica 7 settembre, li avevamo lasciati arrabbiati per un campionato "falsato" che non aveva motivo di iniziare (secondo la maggior parte degli ultras e dei tifosi della penisola), li avevamo lasciati colpiti al cuore con il trattamento non proprio fraterno riservato al più famoso dei ragazzi della curva, li avevamo lasciati in mezzo ad una strada del centro quando di solito li vedevamo in quella curva da loro definita "il dodicesimo uomo in campo". Ieri il dodicesimo uomo non ne ha voluto saperne di mettere scarpini, maglietta e pantaloncini e scendere sul manto verde del Del Duca, perché per una volta l'amore per la propria squadra e la voglia di essere su quella scalinata da sempre cuore del tifo bianconero, è stato superato dalla volontà di protestare, di lanciare un segnale, un messaggio verso l'opinione pubblica. Un messaggio forte, fortissimo: difficilissimo che gli ultras, che fanno della presenza ovunque e comunque al seguito della squadra un cavallo di battaglia, decidano di non essere allo stadio nel momento in cui la loro squadra è sul terreno di gioco, ancora più difficile è vedere che tutta quella moltitudine sceglie di non essere dentro all'impianto perché per una volta c'è qualcosa di più importante, di più significativo, di importanza primaria rispetto al sostegno verso la propria squadra. Il "no al calcio moderno" e la presa di posizione nei confronti del comportamento non proprio amichevole da parte delle forze dell'ordine nella serata di domenica scorsa sono due motivi che non possono essere esternati senza fare "rumore", senza che la gente non capisca che i tifosi tutti, con questo tipo di calcio e di trattamenti, non ci stanno e vogliono alzare la voce. Ed è per questo che si sono ritrovati intorno alle 18 a circa due chilometri dallo stadio: per protestare, pacificamente (si, pacificamente, contro ogni tentativo di strumentalizzare l'avvenimento e farlo sfociare nel deplorevole sbocco della violenza). Un corteo composto da almeno sei o settecento. Erano una decina a Salerno, sono diventati molti di più ieri a dimostrazione che quel "dodicesimo uomo" è compattissimo e che, anche attraverso scelte dolorose come possa essere quella di privarsi della domenica da stadio, nessuno potrà mai abbatterlo. Arrivano alla spicciolata nei pressi dei giardini pubblici, luogo scelto per il raduno, e partono alla volta dello stadio alle 19.05. Tutti con una ragione, tutti con un motivo per esser lì e protestare civilmente, tutti con la speranza di compiere un gesto che non rimarrà inascoltato. Il corteo arriva nei pressi dello stadio a qualche minuto dall'inizio della contesa e molti decidono di entrare nel settore dei distinti (approfittando della promozione della società che permetteva di accedere al settore laterale anche col biglietto della curva). Entrati nello stadio si assiste alla scena "cult" della giornata: la curva sud è vuota. Su di essa campeggia un solo striscione che titola "Voi interessi e corruzione, noi orgoglio e passione: ci fate schifo" che fa il paio al monito del Lato Est che recita "Il Presidentissimo aveva capito... il calcio italiano è proprio finito". L'impianto ascolano va mano a mano riempendosi, la gente affluisce al Del Duca con la speranza di portare a casa la prima vittoria stagionale e, negli occhi dei semplici tifosi, si nota una certa curiosità per ciò che sta accadendo. Alcuni si aggregano alla gruppo dei manifestanti nel piazzale antistante la Curva Sud (quello in cui sono iniziati gli incidenti di domenica scorsa) ma poi non resistono e anche loro se ne vanno verso i distinti a vedere la partita, rispettando comunque la volontà di chi ha chiesto che la Sud fosse lasciata vuota, altri invece, indomiti e coinvolti in prima persona, soffrono nel dover restare fuori, ma non entrano continuando il sit-in di protesta all'esterno dello stadio. C'è anche (ma per la verità sono davvero pochissimi) chi è ignaro di tutto e chiede spiegazioni ("non si può entrare in curva? Cosa è successo?") e dopo essersi informato si adegua. Il cuore del tifo si trasferisce quindi nel settore destro dei distinti est mentre Giove Pluvio decide di battezzare l'esordio dei bianconeri in casa con una fitta pioggerellina. Inizia la partita, la squadra è per la maggior parte nuovissima e quindi non abituata al clima da "Del Duca", ai soliti cori iniziali della curva bianconera ("Io canterò per te", "Arriva lo squadron!" e "Non mollare mai" in scaletta per dare il benvenuto agli undici giocatori del Picchio), ma si nota che i "vecchi", quelli che oramai hanno imparato ed hanno fatto loro il clima dello stadio bianconero, si sentono quasi spiazzati. Solo applausi, qualche coretto, ma non l'impatto sonoro classico, quello da Curva Sud. La passione dei tifosi però, anche se la curva sud è vuota, non riesce ad essere contenuta e, sia in occasione del presunto rigore su Savini, sia in occasione della rete di capitan Fontana (a proposito, bentornato nel "suo" Del Duca) esplode facendo capire che il fattore campo può essere rispettato comunque. Ascoli batte Como 1-0. La giornata è storica anche per questo: è la prima vittoria dei bianconeri in questo campionato e i tifosi non possono risparmiarsi nel classico "canterò per te, canterò per te, forza Picchio alè". Fonte: daL CORRIERE ADRIATICO Notizie correlate Ascoli
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