3 Ottobre 1979, Torino-Stoccarda 2-1
31 Dicembre 2004 - letto 3456 volte di Carlo Nesti Il 3 ottobre 1979, all'inizio del quarto anno come redattore di "Tuttosport", non potevo sapere che, appena 3 mesi dopo, la mia vita sarebbe totalmente cambiata. Con le nuove assunzioni della Rai, per la nascita della Terza rete, mi sarei ancora più avvicinato al sogno infantile: impugnare un microfono, e parlare, parlare, parlare Eppure, proprio quella sera, feci un'esperienza per certi versi profetica, spedito in tribuna stampa, allo Stadio Comunale, per la partita di ritorno di Coppa Uefa fra Torino e Stoccarda. La gara di andata si era chiusa sull'1-0 per i tedeschi, e la squadra di Radice stava per completare il suo ciclo, alla fine anche della grande presidenza Pianelli. Accanto a me, sedeva Fulvio Bianchi, mio collega di "Tuttosport", che doveva occuparsi della radiocronaca della partita per Radio Reporter, una delle prime emittenti private. Mi aveva detto di essere stanco, di avere bisogno di una "spalla", e a me non parve vero di potergli dare una mano, impossessandomi talvolta del telefono per qualche nota di commento. Improvvisamente, intorno al quarto d'ora del primo tempo, intervenni, gli restituii la cornetta, e Fulvio mi fece cenno di "no" con l'indice, invitandomi ad andare avanti. Passai dal commento alla cronaca, e Bianchi rimase tanto colpito dalla mia disinvoltura, da lasciarmi andare avanti fino al centoventesimo minuto di una partita infinita. Per la prima volta, e non più chiuso dentro il gabinetto di casa, trasmettevo un incontro per migliaia di persone, e per di più un match indimenticabile. Il Torino segnò al 68' con Claudio Sala, e al 104' con Graziani: vidi quest'ultimo, nel giro di 30 secondi, prima salvare un gol sulla linea di porta, e poi segnare nell'altra area. Vidi Graziani giocare la più grande partita che ho mai visto disputare da un centravanti, correndo, saltando, lottando, sdoppiandosi, triplicandosi, nonostante 2 ore di battaglia. Ma vidi anche, al centoventesimo minuto, verificarsi uno di quegli episodi che fotografano da sempre l'atavica sfiga del Torino, in questo tipo di classifica storicamente imbattibile. Fra decine di gambe, in mischia, con il fischietto già fra le la labbra dell'arbitro sovietico Zade, spuntò il pallone della beffa più atroce: rete di Ohlicher, e granata eliminati. Misi giù la cornetta, pensai che non mi sarebbe mai più capitata una simile occasione, e invece, poco dopo, la radiocronaca sarebbe diventata il copione fisso di tutte le domeniche Carlo Nesti Fonte: pagine70.com Notizie correlate Torino
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