LIVORNO CITTà RECORD DASPO
05 Maggio 2005 - letto 6067 volte La città degli ultrà, la città dei diffidati da stadio: è Livorno. Quasi 400 persone non possono più mettere piede all'Armando Picchi, quartiere Ardenza. Un record di "Daspo" (divieto accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive), un primato di cui Livorno non va certo fiera. A Roma con due squadre in serie A, Roma e Lazio, i tifosi diffidati sono circa 200. Altrettanti a Napoli. A Milano (sempre due squadre) poche decine. Come mai Livorno ne ha così tanti? Cresce, in città, il sospetto che si tratti anche di una questione politica. Di recente alla già nutrita lista di diffidati, se ne sono aggiunti altri 293: sono quelli - uomini e donne, giovani e meno giovani - del "treno dei livornesi". Il treno bloccato alla stazione San Pietro di Roma il 10 aprile scorso, dopo la partita di campionato con la Lazio. Nel rapporto della polizia è scritto chiaramente che i tifosi scesi dal treno erano "circa 50, travisati, lanciavano sassi e alcuni fumosi (è un refuso: sono fumoni, non fumosi, ndr) in direzione della stazione...". Più avanti: "All'arrivo (le forze di polizia) venivano fatte oggetto di un fitto lancio di oggetti contundenti da circa 60 tifosi...". Di fatto la questura di Roma ne ha diffidati quasi trecento: tutti quelli che erano sul treno. I tifosi hanno parlato di scene di violenza, uso di lacrimogeni e anche spray anti-uomo, cioè urticanti, da parte della polizia sullo stesso treno. La questura di Roma ha subito smentito. A Livorno un comitato di genitori sta preparando un dossier per denunciare la questura romana. Spiega l'avvocato Lorenzo Contucci, che difende molti tifosi livornesi: "E' tutto assurdo, sono stati contestati reati gravissimi a persone che non c'entrano assolutamente nulla, che non sono mai scese dal treno e non hanno partecipato agli incidenti". Ecco i reati contestati: devastazione, interruzione di pubblico servizio, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale. Centinaia di tifosi andranno quindi in questura, alla "firma". Dovranno farlo per due volte, e per tre lunghi anni, quando il Livorno scenderà in campo. In casa e in trasferta. Anche, magari, solo per fare un'amichevole col Cecina... Domenica il Livorno gioca in casa, il derby col Siena: per ora sono state notificate 25-30 diffide, solo a tifosi però che abitano in provincia. La questura di Livorno non sa come fare, si sta attrezzando con un ingresso indipendente, con dei banchi (come a scuola...) dove i tifosi-diffidati saranno chiamati per ordine alfabetico. Mai si era presentato un numero così massiccio. Le notifiche in città quindi ritardano, qualcuno potrà andare regolarmente allo stadio domenica ma di sicuro non potrà farlo per la gara con la Juventus, domenica 22 maggio. L'ultima partita in casa del Livorno, la prima in questura per il foltissimo gruppo di diffidati. Una processione senza precedenti. Fonte: repubblica.it Notizie correlate Livorno
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