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Paolo Zappavigna, il tifo e la destra a Roma

08/06/2005 - di capo della banda ; Fonte: indymedia.it
E' morto Paolo Zappavigna: sapere chi era aiuta a capire la destra a Roma.

Domenica 5 giugno e' morto Paolo Zappavigna, leader dei Boys, il principale gruppo di tifosi della Roma apertamente di destra. Una figura odiata e amata, temuta per la sua stazza enorme e per il suo cranio biondo rasato, un leader della strada come pochi, in una citta' di destra come Roma in cui saper usare bastoni e coltelli e' ancora utile. Ma non si tratta di un coatto qualunque. Per dirne una, i Boys negli ultimi anni hanno aperto una sede a Via degli Equi 27 nel quartiere romano di S. Lorenzo, a pochi metri da via dei Volsci (storico luogo di movimento): la capacita' di tenere una sede dei Boys in un tale contesto la dice lunga sulla capacita' "manageriale" di Zappavigna, in grado di stringere rapporti in curva Sud, per strada e negli affari.

La storia di Paolo Zappavigna spiega meglio di mille analisi cosa sia (diventata) l'estrema destra a Roma. Il cognome e' noto a chi ha frequentato o studiato gli anni settanta italiani: suo cugino Guido, infatti, era dirigente di "Lotta al sistema", un movimento di estrema destra attivo negli anni settanta e ottanta. Fu indagato per la strage di Bologna e coinvolto persino nelle indagini sull'assassinio di Fausto e Iaio a Milano e poi risultato estraneo ai fatti. Per altro, tra le persone maggiormente sospettate di aver ucciso Fausto e Iaio c'e' Marione Corsi: un altro estremista di destra, un altro ultras della Roma, oggi animatore di programmi radiofonici dedicati ai tifosi giallorossi. Anche Guido e' stato un leader dei Boys, ha fatto politica nelle istituzioni (consigliere del MSI all'Eur di Roma) ma non e' entrato in AN alla svolta di Fiuggi. Ora e' uno di quelli che con il tifo ci guadagna: la sua pizzeria "Bella Pizza" a via Vetulonia e' ritrovo di tifosi (soprattutto di quelli che cercano il folklore dei Boys mentre mangiano una margherita). Bella Pizza e' anche un "centro servizi" a disposizione dei tifosi: i biglietti per l'ultimo derby della solidarieta', per esempio, si vendevano alla pizzeria di Guido.

I cugini Zappavigna, infatti, sono stati tra i pionieri della commercializzazione del tifo giallorosso, pratica radicalmente respinta da altre componenti del tifo romanista. Guido ha creato la societa' "Un Amore Infinito", che vende il merchandising della Roma e organizza le trasferte in Italia e all'estero per i Boys di Paolo: i "servizi" per il tifoso, appunto.

Emerge gia' cosi' la complessita' dei mondi intrecciati che descriviamo (il tifo, la politica, gli affari): da un lato i Boys sono considerati uno dei gruppi piu' agguerriti dentro e fuori lo stadio; dall'altro, si rivelano una riuscita operazione di marketing,capace di mettere a frutto il "lavoro immateriale" del tifoso, il "linguaggio messo al lavoro" degli striscioni, il "logo", per usare alcuni dei termini piu' cari ai teorici del post-fordismo. Paolo, in particolare, negli ultimi anni piu' noto del cugino per il suo attivismo alla guida dei Boys, riunisce anche fisicamente i vari aspetti: enorme ma non inutilmente manesco; fascista ma capace di inserirsi diplomaticamente nei meccanismi di un quartiere di "autonomi" (e di controllare i suoi "pischelli", che raramente si "appiccicano" per futili motivi, e mai in via dei Volsci): e in grado di ottenere rispetto trasversale: Fabrizio Toffolo, leader dei laziali Irriducibili, e' stato tra i piu' pronti a portare solidarieta' dopo la morte del rivale. riverito in curva, dunque, ma anche criticato: Per il business, certo (nonostante non si fosse arricchito), ma negli ultimi tempi soprattutto per i rapporti ambigui: una sua "consulenza" alle forze dell'ordine, a cui ha descritto la geografia sociale e politica della curva Sud, gli ha procurato non pochi nemici, in un momento in cui la violenza negli stadi e' tornata ad essere il nemico pubblico numero uno.

E qui arriviamo all'ultima fase della parabola di Zappavigna, della destra, del business del tifo, del controllo sociale. Il calcio e' ormai cambiato, e lo stadio ospita sempre piu' telecamere che tifosi. Per tenere a bada le curve piu' scalmanate, migliaia di agenti vengono mobilitati ogni domenica con spese notevoli. Cosi' non puo' andare avanti, il prezzo per le istituzioni e' eccessivo: occorre trovare modi di garantire sicurezza ad uno spettacolo sempre piu' televisivo e sempre meno pronto a farsi espressione di tensioni sociali che potrebbero rovinare la messa in onda dell'ultimo spot della Nike. Roma-Lazio del 2003, con il derby annullato dai tifosi che in campo hanno contato piu' di questore e prefetto, e' stato un segno da non oltrepassare. E allora si seguira' l'esempio inglese: videosorveglianza asfissiante sugli spalti, tolleranza zero nei confronti dei piu' litigiosi, e privatizzazione della sicurezza, affidata agli steward degli gruppi organizzati a controllare il comportamento delle curve. Dal prefetto Serra di Roma, al ministro dell'Interno Pisanu e a quello dell'Innovazione Stanca, tutti indicano questa strategia come un modello da seguire, e gli stadi tornano ad essere un laboratorio del controllo sociale.

Che c'entra Zappavigna? Ormai nulla, dopo l'incidente stradale. Ma in prospettiva, il tifoso-estremista-imprenditore avrebbe potuto fare un salto di qualita'. Chi, meglio di lui, avrebbe potuto prendere in mano la sicurezza privata in curva Sud insieme a qualche centinaio di pischelli senz'arte ne' parte pronti a iniziare questo "onesto" lavoro?

Quest'ultima fase rimarra' incompiuta. A chi si rivolgeranno politici e prefetti, ora? L'incidente avra' creato qualche problema anche a Serra e a Pisanu, crediamo. A via degli Equi, nessuno sembra in grado di prendere in mano la situazione. La rigida gerarchia dei Boys non prevedeva "delfini", sotto Zappavigna. D'altronde pochi hanno il curriculum all'altezza: il tifoso, il fascista e l'imprenditore in Zappavigna convivevano e si aiutavano a vicenda: non avrebbe potuto essere una cosa senza le altre due. Non avrebbe potuto fare presa sul ribellismo giovanile e allo stesso tempo recitare un ruolo di controllo sociale ed importare in curva mentalita' imprenditoriali, ad esempio, e questo vale per tutti burattinai dell'estrema destra italiana. Chi non racchiuda in se' tutte queste caratteristiche, dunque, difficilmente potra' ricoprirne il ruolo vacante.

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